Iron Mask – Recensione: Fifth Son Of Winterdoom

Gli Iron Mask sono ancora fermi ai blocchi di partenza. La band capitanata dal virtuoso clone di Malmsteen, Dushan Petrossi, giunge con “Fifth Son Of Winterdoom“ al quinto album in carriera, che risulta, a conti fatti, una copia carbone dei precedenti. Se siete fan degli svolazzi virtuosi di chitarra, dei duelli neoclassici, di un cantato alto e melodico, questa nuova fatica dei belgi farà sicuramente al caso vostro, in caso contrario potete tranquillamente passare oltre, come avete probabilmente fatto in passato con i vari “Black Is Death” e “Shadow Of The Red Baron”.

“Fifth Son Of Winterdoom“, tanto per somigliare ulteriormente ai prodotti targati Malmsteen, conferma dietro al microfono Mark Boals, affiancato da Roma Siadletski, già in compagnia di Petrossi nei Magic Kingdom. Gli Iron Mask ci presentano quindi un disco piuttosto lungo, composto da dodici song, che vanno ad abbracciare tutti gli stilemi del power metal neoclassico, a partire dall’opener “Back Into Mistery”. Nella seguente “Like a Lion In A Cage”, fanno la loro comparsa i famigerati clavicembali in pieno Strato-style (ma ne sentivamo ancora il bisogno?), mentre Boals riesce a centrare una melodia orecchiabile e prepotente. Se “Seven Samurai” è introdotta da strumenti etnici per regalarci un’atmosfera decisamente orientaleggiante, la title track si veste di folk, in una lunga cavalcata più simile ai Blind Guardian ed ai Rhapsody, che ai Royal Hunt. L’asticella della tecnica di “Fifth Son Of Winterdoom“ è stata ulteriormente alzata dagli Iron Mask, che deliziano gli amanti dei virtuosismi fini a sé stessi con assoli supersonici, stilettate di chitarra e riff senza alcuna tregua, come nella conclusiva “The Picture of Dorian Grey”, una suite di oltre dieci minuti in cui i nostri danno sfoggio di tutte le proprie qualità strumentali.

“Fifth Son Of Winterdoom“ è curatissimo, come ogni prodotto della AFM, a partire dall’ esaltante cover, fino alla produzione, cristallina e boombastica come il top del genere richiede. Ma gli Iron Mask, nonostante l’esperienza accumulata in tutti questi anni, dimostrano di non avere alcuna voglia di sforzarsi a livello compositivo per creare uno stile proprio ed riconoscibile. Formalmente perfetti, ma prevedibili, come sempre.

Voto recensore
6
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. Back Into Mystery
02. Like A Lion In A Cage
03. One Commandment
04. Seven Samurai
05. Fifth Son Of Winterdoom
06. Angel Eyes Demon Soul
07. Rock Religion
08. Father Farewell
09. Eagle Of Fire
10. Reconquista 1492
11. Run To Me
12. The Picture Of Dorian Grey


Sito Web: http://www.iron-mask.com/

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