Evile – Recensione: Hell Unleashed

Sono serviti quasi otto anni, diversi cambi di formazione e la firma per Napalm Records agli Evile per compiere il loro trionfante ritorno nella scena thrash con “Hell Unleashed”, fuori il 30 aprile per l’etichetta sopracitata. Per non lasciare nessuno sulle spine, parto dal presupposto che trovo questo nuovo lavoro della band inglese  uno dei punti più alti della loro carriera. La produzione eccezionale, la fedeltà ai tratti classici del thrash mista a una sana voglia di comporre qualcosa di originale e la pura aggressività di esecuzione rendono questo disco un must per gli amanti del genere.

Come al solito, le influenze death si fanno apprezzare nel mare di innumerevoli bpm proposto dai quattro. Ma andiamo con ordine. La opener “Paralysed” si presenta con un riff degno della scrittura a cui gli Evile ci hanno sempre abituato, veloce e preciso, una vera e propria dimostrazione che, nonostante tutte le varie vicissitudini, la band ci sa ancora fare alla grande. La prima cosa che salta all’orecchio dell’ascoltatore è il cambio di vocalist, ruolo che dopo la dipartita dal gruppo dello storico frontman Matt Drake viene ereditato dal fratello Oliver, già chitarra solista del quartetto. Il cambio, per quanto drastico, dona a questo lavoro un’ulteriore gradino di cattiveria rispetto alle uscite passate della band. La voce di Ol, infatti, è molto più grezza e graffiante, decisamente un cantato che ha poco a vedere con ciò che Matt ha proposto fino a “Skull”, ma che personalmente ho trovato perfettamente inserito nel sound degli Evile. “Gore” segue nella tracklist, permettendosi di giocare con il tempo partorendo riff quasi viranti al prog, per poi riallacciarsi alla velocità ed al tempo standard che caratterizzano il quartetto. Questo disco lascia infatti ben pochi momenti in cui riprendere  fiato nei suoi 41 minuti (circa) complessivi, passando da una sfuriata all’altra senza troppe domande. La traccia inoltre vanta delle backing vocals eseguite dall’attore, comico e musicista Brian Posehn.

L’album procede con “Incarcerated”, uno dei miei pezzi preferiti nell’intero progetto, il cui intro richiama vagamente “Cemetery Gates” degli immortali Pantera (canzone che tra l’altro gli Evile riproposero anni fa come cover), ma con una sana dose di malvagità nei fraseggi di chitarra. Nell’interezza di “Hell Unleashed”, infatti, il guitar work di Oliver e del nuovo arrivato Adam Smith ha una forte atmosfera horror, rafforzata dai testi altrettanto macabri se non direttamente ispirati a pellicole del genere, come “The Thing (1982)”, tratta ovviamente dal capolavoro di John Carpenter, o la mia preferita “Zombie Apocalypse”, cover della storica band death metal Mortician, rispettivamente traccia 6 e 7 del disco. Per un fan sfegatato della trilogia dei morti viventi di Romero come il sottoscritto sentire l’iconica frase “No more room in hell” aprire un pezzo thrash/death come quest’ultimo lascia stampato in volto un gran sorriso. Peccato per il sample di “Dawn Of The Dead” a inizio canzone, che si è perso nel passaggio dall’originale alla cover. Citazioni a parte, la stesura di riff ed assoli è più che all’altezza dei lavori precedenti, discorso che si può tranquillamente ripetere discutendo la performance eccellente di Joel Graham al basso e la macchina che è Ben Carter dietro al kit. A seguire “Incarcerated” troviamo “War Of Attrition” e “Disorder”, due assalti sonori in pieno stile Evile, mentre a chiudere la fila ci pensano la pesantissima “Control From Above”, che apre le danze alla title-track “Hell Unleashed”, primo singolo di questo nuovo progetto nonché il pezzo più indicativo della direzione intrapresa dalla band, con un mezzo ritornello particolarmente memorabile e tanta tanta velocità.

Gli Evile sono tornati in grande stile con un album senza troppi fronzoli, che va diretto al punto ma lo fa in modo intelligente e creativo. La nuova formazione ha dimostrato di avere qualcosa da dire nella scena thrash attuale, in cui francamente si sentiva la mancanza di uno dei gruppi di punta dell’ondata moderna nel genere. Prodotto magistralmente da Chris Clancy, “Hell Unleashed” non solo è una celebrazione del talento e della capacità di adattarsi della band, ma anche un bel biglietto da visita per chi ancora non si è approcciato, per vari motivi, a questa new wave di band che stanno facendo giustizia ad un genere rilevante oggi più che mai.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Paralyzed 02. Gore (feat. Brian Posehn) 03. Incarcerated 04. War Of Attririon 05. Disorder 06. The Thing (1982) 07. Zombie Apocalypse (Mortician cover) 08. Control From Above 09. Hell Unleashed
Sito Web: http://evile.co.uk/

Matteo Pastori

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Nerd ventiduenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco, rendendo ogni giorno un po' meno pesante.

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