Glasseater – Recensione: Everything looks beautiful when you don’t look down

La musica è bella perchè è varia. Certo ci sono gruppi che si accontentano di trovare una formula vincente per poi ripeterla e riproporla all’infinito negli anni, ma ci sono anche tanti gruppi a cui piace osare, sperimentando nuove soluzioni o nuove miscele di quanto già fatto da altri in passato. Fanno parte di quest’ultima categoria cinque ragazzi provienti dalla Florida che rispondono al nome di Glasseater. Giunti già al quarto lavoro, nonostante la giovane età, con ‘Everything looks beautiful’ ci ripropongo il loro interessante e personalissimo mix di mille diversi generi musicali. C’è tanto pop nei ritornelli e nelle melodie delle canzoni, c’è tanto punk-rock in molte ritmiche e in molte vocals, ci sono le urla e gli stacchi tipici dell’hardcore (su ‘At your own risk’ sembrano i fratellini buoni dei Killswitch Engage), ci sono parti di chitarra che vi faranno immediatamente venire in mente il metal di scuola svedese e infine il tutto è condito da un mood generale che si rifà in modo esplicito a quello che i maniaci delle etichette oggi catalogano sotto la voce “emo”. Non fatevi spaventare da quanto avete appena letto, è fin troppo facile e scontato pensare che un simile minestrone di generi diversi possa risultare indigesto per le vostre orecchie. I Glasseater ci sanno fare e l’album fila via liscio che è un piacere, dieci canzoni e 35 minuti dove l’elemento principe è uno spiccato senso per la melodia e in cui da padrone la fa la voce, dal buffo accento ispanico, di Julio C. Martin. Se vogliamo trovare un difetto in quest’album, purtroppo non piccolissimo, si può parlare di una sensazione di piattezza che potrebbe colpire soprattutto i meno avvezzi al genere, ma che alla distanza potrebbe mietere vittime anche tra i fans, una volta passata l’esaltazione iniziale. Le canzoni talvolta ripercorrono soluzioni molto simili, soprattutto per quel che riguarda le parti vocali, e il tutto tende ad assomigliarsi un pò troppo col risultato che alla fine potreste anche ritrovarvi ad ascoltare sempre le stesse quattro o cinque tracce ogni volta che prenderete in mano il CD. Un gruppo dalle ottime potenzialità, probabilmente ancora inesplose. Visto che parliamo di gente con poco più di vent’anni, aspettiamo che arrivi il giorno in cui faranno il botto e nel frattempo ci godiamo questo ‘Everything looks beautiful’.

Voto recensore
7
Etichetta: Victory Records / Venus

Anno: 2003

Tracklist: 1. Greetings... Goodbye
2. Art Of Communication
3. Falling Apart
4. Everything Is Beautiful When You Don't Look Down
5. Shortcut For A Quick Getaway
6. At Your Own Risk
7. From Cradle To Grave
8. Recurring
9. Break Away
10. To Feel Adored

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