Freedom Call – Recensione: Eternity

Ne esistono pochi di gruppi che riescono a comunicare una positività a questi livelli. Se fossimo nei primi anni ottanta, sicuramente citerei gli storici Stryper, ma di lustri ne son passati quasi quattro ed i Freedom Call possono considerarsi gli eredi di quel famigerato (?) pensare positivo. La musica, diametralmente opposta, è il medesimo metal melodico proposto nei precedenti ‘Stairway To Fairyland’ e ‘Crystal Empire’, con in aggiunta molti più uptempos e chorus. Ad ascoltare il singer Chris Bay di questa produzione, balenano alla mente virate stilistiche tipiche del buon Matos dei tempi di ‘Holy Land’ e nonostante le linee melodiche e le liriche da bravi bambini, i quattro di Norimberga ci danno giù come dei maledetti, facendola – di tanto in tanto – fuori dal vaso con eccessi di trigger sulla batteria di Zimmermann. Passaggi tipici dei “suoi” Gamma Ray si ritrovano in svariate composizioni di questo CD: “plagio” (che parolona!) per comodità o semplici coincidenze ? Difficile da stabilirsi. Di sicuro, la peculiarità più evidente di ‘Eternity’ (e dei Freedom Call in genere, no?) è la facilità con cui brani tipo ‘Warriors’ , ‘Flying High’, ed ‘Island Of Dreams’ ti si inculcano nella testa in un secondo. Non ce la sentiamo di discriminare questo pregio – perché di pregio si tratta – tanto più che questo gruppo ha sempre lavorato con cognizione di causa, infischiandosene di questo o quel trend. Bravi Chris e Dan! Alla prossima.

Voto recensore
7
Etichetta: Spv / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Metal Invasion / Flying High / Ages Of Power / The Spell / Bleeding Heart / Warriors / The Eyes Of The World / Flame In The Night / Land Of Light / Island Of Dreams / Turn Back In Time

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