Subway To Sally – Recensione: Engelskrieger

Salutato fin troppo frettolosamente il medioevo, i Subway to Sally si proiettano di prepotenza nell’era dei computer e dell’elettronica. ‘Engelskrieger’ rappresenta un definitivo e netto taglio con quello che è stato il passato di questa band tedesca. Ora che in soffitta sono finiti cornamuse, violini e tutti gli strumenti tradizionali che avevano contribuito a renderli noti, viene dato spazio a un suono che ricorda in modo fin troppo palese quello dei primi Rammstein. Valutare questo disco in modo univoco non è facile ed è necessario fare qualche distinzione a proposito…

Per i fan della prima ora : nessuna sorpresa se si dovesse gridare al tradimento, conseguenza logica che lascia comunque il tempo che trova. Liberissima la band di seguire il percorso musicale che meglio crede (anche se avremmo gradito qualcosa di più personale), ovviamente se siete tra coloro che hanno adorato il lato folk-medioevale del gruppo potreste avere grossi problemi a farvi piacere quest’ultimo disco.

Per i fan dei Rammstein : la maggior parte dei riff di chitarra, così come la struttura delle canzoni (con la chitarra che regolarmente sparisce sulle strofe lasciando spazio a voce, basso, batteria e synth vari), rimanda a quanto si è già sentito su ‘Sehnsucht’ e ‘Herzeleid’. Le canzoni sono ben suonate e a tratti risultano accattivanti, soprattutto per quel che riguarda le parti più dure, ma il cantato e le melodie dei chorus vanno a scontrarsi violentemente con la durezza delle ritmiche creando un risultato alquanto disomogeneo. Sicuramente il target principale del gruppo è cambiato, ora si punta dritti verso un audience avvezza a questo tipo di sonorità, ma a questo punto entra in gioco un logico confronto con chi questa musica la fa da più tempo… confronto da cui i Subway to Sally escono sconfitti per KO tecnico.

Per chi non fa parte di queste due categorie : la noia è un nemico mortale che vi attende subdolo dietro l’angolo e anche se ci sono un paio di canzoni degne di nota, come ‘Kleine Schwester’ e ‘Falscher Heiland’, queste non bastano di certo per far uscire dall’anonimato un album alla lunga davvero poco digeribile.

Voto recensore
5
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: 1. Geist des Kriegers
2. Falscher Heiland
3. Unsterblich
4. Kleine Schwester
5. Abendlied
6. Narben
7. 2000 Meilen unter dem Meer
8. Knochenschiff
9. Wolfstraum
10. Verloren
11. Abendland

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