Perpetual Fire – Recensione: Endless World

I Perpetual Fire debuttano per Steelheart Records con ‘Endless World’, un buon platter di power/speed metal melodico sulla scia di Rising Force, Angra, Stratovarius e Symphony X.

La band, pur non scostandosi più di tanto dalle principali direttive del genere, riesce comunque a creare una formula abbastanza personale, grazie a un riuscito incontro tra le esecuzioni “malmsteeniane” del chitarrista Steve Volta (Pandaemonium, Maurizio Vandelli), allo sporadico inserimento delle growling vocals e ad alcune venature dal sapore progressive.

Tra i brani a nostro parere più riusciti citiamo ‘Superstitions’, power track veloce e accattivante dotata di un refrain piacevole, l’epica ballad ‘Maybe’, più ragionata e davvero emozionante (troverete anche il video della song inserito tra le bonus track), la sostenuta ‘Hurricane’ e infine ‘The Calm Before The Storm’, un episodio tipicamente Rising Force dall’appeal barocco.

Serbiamo un commento a parte per la divertente rivisitazione di ‘Call Me’, classico del pop firmato dai Blondie e re-interpretato dalla band in chiave power metal. Il risultato? Una song dinamica e da headbanging sfrenato!

Un pregio della band è quello di riuscire quasi sempre a trovare il chorus azzeccato e la melodia sufficientemente intrigante da essere subito assimilata dall’ascoltatore, anche se non mancano un paio di episodi incolore, come il mid-tempo ‘The End Of The Dream’, piuttosto spento, oppure la titletrack, che onestamente tarda a decollare e si rivela priva di spunti vincenti.

Nel complesso però, ‘Endless World’ è un lavoro piacevole e professionale, siamo certi che gli amanti del genere lo troveranno ottimo. Ascolto consigliato.

Voto recensore
7
Etichetta: Steelheart Records

Anno: 2006

Tracklist:

01.Medusa’s Secret
02.Superstitions
03.Shadow Call
04.Maybe
05.Leave Me Alone
06.Hurricane
07.The End Of A Dream
08.Blind Soldier
09.Castle Of My Soul
10.The Calm Before The Storm
11.Prelude
12.Endless World

Bonus Tracks:
13.Call Me
14.Maybe (Enhanced Video)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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