Soulgrind – Recensione: Elixir Mystica

Tornano all’assalto i finlandesi Soulgrind, pronti con il loro nuovo ‘Elixir Mystica’ a dare in pasto alle orde di fan del metal estremo un album di black metal melodico che ricorda abbastanza le cose fatte dai Dimmu Borgir nei primi tempi (chi si ricorda ‘Stormblast’?). Hey, ho detto black melodico, qualcuno starà già inorridendo! Però proprio di questo si tratta: i Soulgrind mescolano a dovere le atmosfere cupe e la tetraggine tipica del genere a tappeti di tastiere che ammorbidiscono la loro miscela sonora, e alternano la classica voce da orco all’ormai altrettanto classica voce femminile. Fin qui, nulla che nessuno non abbia già ascoltato. Di positivo c’è che ‘Elixir Mystica’ è un disco suonato discretamente e che vanta una produzione cristallina che dona a chitarra e basso un suono grassoccio e pesante come ci piace tanto sentire. Un disco che si lascia ascoltare piacevolmente,! insomma, e forse il problema sta proprio qui: violenza e cattiveria sono sempre mantenute entro i livelli di guardia, tanto che i Soulgrind riuscirebbero a inquietare al massimo la mamma del neo-blackmetaller quindicenne. E chi ha bisogno di un gruppo black innocuo?

Voto recensore
5
Etichetta: Holy/A.Globe

Anno: 2001

Tracklist: (Intro)
Elixir Mystica
Black Stone March
HateLoveChaos
Tearflower
Shadowrain
Evolution
Grey Shadows Of Love
Kuun Lapset, Yimean Voima
Earth Lost Waltz
Ugri The Key

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