Paradox – Recensione: Electrify

Con quattro dischi in oltre vent’anni di attività non si può certo definire i Paradox una band prolifica, ma almeno ci hanno risparmiato uscite mediocri e tentativi patetici di accodarsi alle mode. “Electrify” arriva a ben otto anni dal precedente lavoro e ci propone una formazione che non ha cambiato la sostanza della propria composizione, restando di fatto legata allo speed-thrash piuttosto intricato e dalle melodie particolari che da sempre si associano al loro nome. Ad essere cambiati sono però alcuni accorgimenti nella produzione dei suoni che si sono fatti più violenti e appesantiti nelle dinamiche (come ad esempio hanno fatto gli Agent Steel). E’ così che i nostri ci fanno ascoltare del sano metal, veloce e ben strutturato, che esula da ogni contesto attuale: molto rimanda infatti al genere così come lo si suonava negli anni ottanta, soprattutto oltreoceano. I Paradox non perdono tempo a fare rumore per concentrarsi sui riff intrecciati, i cambi di tempo, gli assoli e le melodie vocali. Proprio queste ultime saranno croce e delizia dei diversi ascoltatori: siamo infatti di fronte ad un singer dall’interpretazione personale che però rimane inquadrabile nella scuola di vent’anni fa. Scelta che potrebbe non trovare il consenso di chi ha cominciato ad ascoltare metal con lo swedish death. Non aspettatevi quindi vocalizzi aggressivi e brutalità, “Electrify” è un album tecnicamente raffinato e quindi per nulla immediato che piacerà soprattutto ai cultori dello speed metal classico con inclinazione al progressivo. Se siete tra questi potete andare tranquilli ad acquistare la vostra copia.

Voto recensore
7
Etichetta: Afm / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. Second over third by force
02. Paralyzed
03. Monument
04. Portrait in grey
05. Hyperspeed hallucinations
06. Bridge to silence
07. Infected
08. Disconnected
09. Cyberspace romance
10. Electrify

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