Origin – Recensione: Echoes Of Decimation

Uuuuuh, che par di ‘oglioni! Va bene, il Death Metal è la musica dei primi della classe al conservatorio, peggio del progressive, l’abbiamo capito! Son quindici anni che a più riprese questo discorso vien fuori, a ondate. Se nei primi anni dei ’90 tutto questo aveva un senso, c’era la rottura col passato, la novità, la ricerca di commistioni nuove e di vie alternative, adesso davvero non se ne puole veramente più!

I brutal-deathsters Origin, americani del Kansas, al terzo disco ma con precedenti esperienze (anche prestigiose) alle spalle, sono l’ennesimo supergruppo di superveloci supermusicisti che dopo cinque minuti di delirio musicale supertecnico, superviolento e superintricato ai limiti del parossismo hanno gia sparato tutte le cartucce nel caricatore della loro creatività per niente super.

Echoes Of Decimation è un esercizio di tecnica strumentale lungo ventisei minuti, i brani si assomigliano più o meno tutti, le soluzioni sono sempre le stesse, e anche se nel maelstrom sonoro spuntano, a sprazzi, momenti di buona musica, questi non bastano per fare di questo disco un oggetto da avere a meno che non siate dei superappassionati del genere.

Voto recensore
5
Etichetta: Relapse

Anno: 2005

Tracklist: 01. Reciprocal
02. Endless Cure
03. The Burner
04. Designed To Expire
05. Cloning The Stillborn
06. Staring From The Abyss
07. Amoeba
08. Debased Humanity
09. Echoes Of Decimation

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login