Hardcore Superstar – Recensione: Dreamin In A Casket

Sono passati ormai dieci anni dal primo lavoro degli Hardcore Superstar, che con “Dreamin In A Casket” arrivano al loro sesto lavoro. Sin dai tempi di “Bad Sneakers and a Pina Colada” le cose non sono andate benissimo per Jocke e compagni, eppure questo nuovo album ne conferma le doti compositive, in grado di coniugare in maniera convincente sleaze, rock’n’roll e una produzione che, quasi paradossalmente, è decisamente moderna. Un sound pulito e tagliente, la caratteristica voce acuta di Jocke Berg e un’intensità media piuttosto elevata fanno di “Dreamin In A Casket” un lavoro riuscito, nonostante manchi uno di quei pezzi memorabili che gli Hardcore Superstar in passato hanno dimostrato di saper scrivere. Detto ciò, è difficile fare un appunto preciso che giustifichi in altra maniera il motivo per cui la band non riesca a mettere a segno il colpo grosso.

Da menzionare, su tutti gli episodi, “Medicate Me” e l’espolsiva “Sensitive To The Light”, forte di un riff potente e orecchiabile. L’album, come si diceva, vive più di sostanza che di sussulti, e ciò finisce per rivelarsi una prova di maturità da parte degli Hardcore Superstar, meno ruffiani e più consapevoli dei propri mezzi.

La band, quindi, si conferma alfiere di quello che si potrebbe definire rock’n’roll futuristico, al pari dei Beautiful Creatures di Joe Leste. Per un’altra esplosione c’è ancora tempo.

Voto recensore
7
Etichetta: Gain/Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01. Need No Company

02. Medicate Me

03. Dreamin’ In A Casket

04. Silence For The Peacefully

05. Sophisticated Ladies

06. Wake Up Dead In A Garbagecan

07. Spreadin’ The News

08. This Is For The Mentally Damaged

09. Sensitive To The Light

10. Lesson In Violence

11. Sorry For The Shape I’m In

12. No Resistance


giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi