Lars Eric Mattson – Recensione: Dream Child

Sì, va bene, Lars Eric Mattson è il solito virtuoso della sei corde che si diverte a fare impazzire gli ascoltatori con le sue valanghe di note sparate a massima velocità di metronomo, e che magari ogni tanto mette in qua e in là un po’ di arrangiamenti orchestrati, giusto per darsi ulteriormente un tono. Premesso questo, però, andiamo a fare un’analisi più dettagliata. Intanto diciamo che “Dream Child” fa la sua comparsa sul mercato discografico a circa un anno e mezzo di distanza dall’ultimo lavoro del compositore, per l’esattezza con i Book Of Reflection, ma che lo stile è molto diverso e che, oltre a questi input sinfonici, che effettivamente non mancano, si aggiungono componenti che richiamano maggiormente la linea del gothic. Questo perché la voce principale appartiene ad Adrienne Antal, che senza troppe esagerazioni (non è, per capirci, una cantante lirica alla Tarja Turunen), riesce a creare atmosfere sognanti e fiabesche, proprio come si potrebbero dedurre già a partire dall’immagine di copertina.

“Killing Everything” è senza dubbio il brano migliore di tutto il disco, con il suo inizio apparentemente tranquillo, e un ritmo ben marcato dalle chitarre, che però si stempera in giri folli ad opera delle tastiere, che fanno da contraltare a un duetto di voci, maschile e femminile, particolarmente sospese fra realtà e fantasia, da riascoltare tre volte di fila senza sentirne minimamente il peso. Anche “Moonlight Dream” è piuttosto particolare, soprattutto per via della sua melodia portante, che scompare e riappare a sorpresa, e che sembra una di quelle melodie da organetto di strada, come se ne vedrebbero in un film di Kusturica dove si parla di zingari; “Heaven And Hell Unite” sembra più lunga di quanto sia la sua durata effettiva, trattandosi di un pezzo interamente strumentale in cui Mattson fa effettivamente sfoggio di quei famosi virtuosismi tipici di un musicista neoclassico, mentre molto più efficaci risultano l’acustica “Goodbye” e “Until Our Last Goodbye”, varia per il suo inizio lento e la sua prosecuzione in stile quasi folk. Un buon prodotto, senza dubbio, che al primo ascolto lascia perplessi, al secondo comincia a convincere e al terzo conquista totalmente.

Voto recensore
7
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2008

Tracklist:

01. Prelude to Life
02. I’m Coming Home
03. Dream Child
04. Killing Everything
05. This is Our Time
06. See the Dreamer Behold
07. Until Our Last Goodbye
08. Moonlight Dream
09. Heart of a Clown
10. Life in the Shadows
11. Heaven and Hell Unite
12. Goodbye


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login