Heaven & Earth – Recensione: Dig

Gli Heaven & Earth di Stuart Smith tornano con il loro hard rock regale e magniloquente, quasi in corrispondenza con l’uscita dei maestri Deep Purple, cui continuano a rifarsi in maniera evidente. Stavolta non sono tanti i musicisti coinvolti: il chitarrista britannico si avvale di una band vera e propria, con relativa omogeneità e conseguenti pregi e difetti.

Notevole l’interpretazione di Joe Retta, felicissima scelta per il ruolo di cantante, fin dalla maestosa “Victorious”, ispiratissimo veicolo di epicità memore della lezione immortale di Ronnie James Dio. L’ipnotica “No Money, No Love”, tradizionale e diretta, è stata sapientemente scelta come singolo apripista ed arriva prima del picco emotivo della splendida ballad “I Don’t Know What Love Is”, vetrina per la grande versatilità della sorpresa Retta che fa vibrare la sua vena melodica. L’incedere solenne di “House Of Blues” crea un chiaroscuro con la successiva movimentata “Back In Anger”, introdotta dalle tastiere di Arlan Schierbaum, altra pedina fondamentale in “Dig”. La chitarra di Smith, in ossequio al maestro Blackmore, è messa al servizio di composizioni quasi sempre all’altezza: e così, un paio di brani ordinari dopo l’ottima “Waiting For The End Of The World”, è la volta dell’inusuale “A Day Like Today”, la band che si incarna nel ruolo di menestrello. L’ordinariertà di “Good Times” è recuperata dalle dolci melodie di “Live As One”, altra ballad che chiude “Dig”.

Gli Heaven & Earth, al loro terzo album, si confermano ben più di un semplice progetto estemporaneo e danno lustro e sostanza al mondo dell’hard rock più classico e tradizionale.

Voto recensore
7
Etichetta: Quarto Valley Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Victorious
02. No Money, No Love
03. I Don’t Know What Love Is
04. Man & Machine
05. House Of Blues
06. Back In Anger
07. Waiting For The End Of The World
08. Sexual Insanity
09. Rock & Roll Does
10. A Day Like Today
11. Good Times
12. Live As One


Sito Web: http://www.heavenandearthband.com/

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  1. Riccardo Manazza

    Bel disco!

    Reply

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