Devoid – Recensione: Lonely Eye Movement

L’etichetta Frontiers Music ha scelto, ormai da qualche anno, di specializzarsi anche in un filone leggermente diverso da quello che la contraddistingue da sempre. Alcune uscite, infatti, virano verso un versante più moderno e più duro, pur restando sempre nell’ambito più ampio dei generi melodici. I Devoid, band francese al secondo album, fanno parte di questa categoria. Fin dal primo ascolto, è evidente come il gruppo abbia in effetti delle buone frecce al proprio arco, nonchè possieda quelle caratteristiche che fanno drizzare le antenne agli estimatori tout court dell’etichetta. Non parliamo di veri e propri virtuosismi dal punto di vista strumentale nè vocale, per quanto le capacità di tutti i membri del sestesso siano evidenti. Qualche brano, come “Hands Of Salvation”, è un po’ meno riuscito perchè appartiene a quella lunga trafila di “già sentiti”, ma per il resto il lavoro si consolida su un buon livello.

Un primo elemento caratterizzante è la coerenza interna. Lo stile dei brani prosegue, infatti, in modo continuativo per tutta la durata dell’album. Le caratteristiche principali sono essenzialmente due, ovvero l’uso massiccio e intelligente dei cori e l’alternanza fra arrangiamenti “old style” e riferimenti al metal moderno, in modo particolare in certe ritmiche di chitarra. Forse è proprio questa capacità di alternare e mescolare passato e presente a rendere la proposta dei Devoid così appetibile e interessante. Fra i brani proposti, “Waiting For The Storm” è la sommatoria perfetta di queste caratteristiche, grazie all’abbinamento fra un’introduzione di tastiera che trasuda anni ’80, un ritornello caratterizzato da un riff di modernità notevole (supportato dai cori immancabili) e un intermezzo di sax e chitarra elettrica sorprendente. La sua particolarità aumenta ancora se si tiene conto che il successivo “In The Absence Of Holiness“, che è invece un brano molto più moderno, in cui sono soprattutto la voce solista e la chitarra elettrica a interpretare i ruoli principali.

Per quanto non si possa parlare di una band in qualche modo coraggiosa per lo stile proposto, i Devoid incarnano quello che è il modello preferito dall’etichetta: quello di una band solida, con le idee chiare, devota alle sonorità limpide, alle melodie belle e alla ricercatezza sonora. Un ascolto piacevole fin da subito, anche se non essenziale, incarnato nella condensazione fra metal moderno e classico.

Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2021

Tracklist: 01. Lonely Eye Movement 02. Man Without Fear 03. Impostor 04. Destination Heaven 05. Waiting For The Storm 06. In The Absence Of Holiness 07. Mirror Maze 08. Hands Of Salvation 09. Stroboscope Life 10. Martial Hearts 11. Wood And Wind
Sito Web: https://www.facebook.com/SHADMAEDEVOID

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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