Ektomorf – Recensione: Destroy

La Nuclear Blast si dimostra, come sempre, ottima talent scout per i gruppi non molto conosciuti nel circuito metal ufficiale e con questo four-piece proveniente dall’Ungheria, paese con scarsa storia metal se si eccettuano le creature di Attila Csihar (Tormentor, Plasma Pool) non smentisce la propria fama. Ci pensano, infatti, questi Ektomorf a farci scoprire maggiormente il metal di questo paese, precisamente con ‘Destroy’ (quinta release ufficiale per la formazione magiara!) la quale investe l’ascoltatore con 12 track di buonissimo crossover/thrash-core metal molto ispirato ai Sepultura di ‘Roots’, Soulfly, Machine Head di ‘The More..’ ed anche Coal Chamber. Oltre all’impianto vocale del cantante Zoltàn Farkas (con il cognome che significa ‘lupo’) che ricorda moltissimo lo stile ed il timbro di Max Cavaliera, i richiami alle formazioni del chitarrista brasiliano vanno rintracciate non solo nei ritmi cadenzati e groovy di pezzi di buona fattura, ma sicuramente canonici, come la title-track o ‘Gypsy’, ma anche nelle contaminazione con la musica folk della propria terra ( qui la tradizione dei canti rom) dell’opener ‘I Know Them’. Forti di una produzione di altissimo livello, gli Ektomorf mettono il risalto la pesantezza ritmica della loro chitarra Tomas Schrottner, che dimostra di avere buoni spunti compositivi i quali, però, palesano nelle tracce più classicamente crossover/metal, le influenze dei modelli sopraccitati, con aggiunte di sprazzi di velocità alla Sepultura ‘Choas A.D.’ ed Ill Niño. Per fortuna, con l’aiuto di una buona sessione ritmica (Csaba Farkas per il basso e Jòzsef Szakàcs per la batteria), in brani come ‘From Far Away’ e ‘A.E.A’ appare una maggiore componente etnica di stampo orientaleggiante, con cantante femminile e strumenti tipo sitar indiano che influenzano anche il songwriting del quartetto ungherese, facendo emergere una personalità più definita e che non si perde nella massificazione stilistica di cui soffrono molto band di questo filone del metal alternativo. In conclusione ‘Destroy’ appare un album gradevole, che si ascolta facilmente e che riesce a rimanere in testa grazie al buon lavoro svolto dalla band, ma che delude leggermente quando i quattro magiari tendono a conformarsi troppo al trend del crossover/metal attuale. Si pretende di più da formazioni che possono vantare un background culturale diverso dal solito ed una capacità d’inserirlo nel loro impianto musicale. Un po’ più di coraggio ed al prossimo disco, forse, avremo delle belle sorprese.

Voto recensore
6
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01. I Know Them
02. Destroy
03. Gypsy
04. No Compromise
05. Everything
06. From Far Away
07. Painful But True
08. Only God
09. You Are My Shelter
10. A.E.A
11. From My Heart
12. Tear Apart


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