Immolation – Recensione: Dawn Of Possession (Ristampa)

Impossibile dare un giudizio numerico ad una ristampa che riporta alla luce uno dei più preziosi gioielli del death metal made in U.S.A. Gli Immolation piombarono letteralmente sul mercato nel 1991 con un debut lp in grado di sconvolgere l’underground estremo e marchiarlo indelebilmente. ‘Dawn Of Possession’ possedeva un suono più malvagio degli stessi Morbid Angel (allora la band di riferimento nel genere): le chitarre colavano dissonanze e tonalità cupissime, perfette per dipingere mostruose visioni dell’aldilà più pauroso, la voce di Ross Dolan sembrava provenire da catacombe dimenticate, le liriche esploravano i più nascosti anfratti del male sulla terra. Un insieme che accompagnato da una tecnica di base non indifferente e da un songwriting tutt’altro che lineare creava qualcosa di unico e imprevedibile che ha funzionato per anni come termine di paragone. Non ci sono song più deboli, non ci sono passaggi inutili, semplicemente siamo di fronte ad un disco che si deve definire un classico. Senza ‘Dawn Of Possession’ probabilmente una band come i Nile non avrebbe saputo dove trovare la giusta ispirazione e il discorso potrebbe essere tranquillamente esteso a gran parte della scena death metal. Assolutamente indispensabile.

Etichetta: Metal Mind / Andromeda

Anno: 1991

Tracklist: 01. Into Everlasting Fire
02. Despondent Souls
03. Dawn Of Possession
04. Those Left Behind
05. Internal Decadence
06. No Forgiveness (Without Bloodshed)
07. Burial Ground
08. After My Prayers
09. Fall In Disease
10. Immolation /

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