Darkthrone – Recensione: Eternal Hails……

Ascoltare i Darkthrone significa compiere un rito oscuro, misterioso e mistico. Sono una di quelle band che possono fare quel cazzo che vogliono nel vero senso della parola, senza dover dare spiegazioni, senza sentirsi accusati di nulla.

Questo “Eternal Hails……” esce pochi giorni dopo il 28esimo compleanno di “Under A Funeral Moon” che, a detta loro, è il vero true norwegian black metal album.

Descrivere questo 19esimo episodio è più arduo di quanto mi aspettassi, ma fin dalla pubblicazione della copertina (poco meno di un mese fa) capii che c’era qualcosa in più del classico black & roll portato avanti tra “Arctict Thunder” e “Old Star”.

La sensazione che echeggia in ogni canzone, in ogni nota, è quella di stare per addentrarci all’interno di terreni già visti ma rimossi dalla nostra mente, nei meandri remoti dei ricordi in cui ogni singola cosa può soltanto farci del male. Un disco di un peso specifico enorme, sia dal punto di vista della produzione che del modo in cui è stato volutamente registrato.

Brani lunghi, monotoni ma non stancanti, Nocturno Culto alza l’asticella portando il suo cantato ad un livello ancora più sofferente e, strumentalmente parlando, è un tuffo diretto negli anni ‘70/’80.

Chitarre marce, sporche, graffianti a tratti incomprensibili mischiate ad una batteria viva ma allo stesso tempo grezza, perentoria, corposa. Un high-light di assoluto prestigio lo possiamo trovate nel brano “Wake of the Awakened”. Secondo me, oltre ad essere il migliore del disco, ha davvero un sacco di spunti stoner vintage con piccoli ma meticolosi inserimenti di synth che faranno andare letteralmente in brodo di giuggiole tutti gli amanti del sound old school.

Questa precisa scelta di tonalità e qualità è stata una mossa davvero rischiosa ma che porta immediatamente a dei risultati inaspettati. Unico, spaziale, multi-dimensionale e sfacciatamente maleodorante. Il black metal non è semplicemente portare la musica all’estremo, è attitudine, atteggiamento, comportamento chiamatelo come volete ma è questo l’elemento che vi si infilerà dritto nel cervello con questo “Eternal Hails……” e che faticherà ad uscirvi.

Sembra proprio di ascoltare quello che fu l’inizio del movimento con questa produzione così acerba e grossolana. La situazione è quella di essere di fronte al proprio mangianastri ed inserire il “demo tape” di una band mai sentita prima, lasciandovi completamente fulminati nell’esatto momento in cui premerete il tasto play. Una sensazione da brividi.

È stato, come al solito oserei dire, studiato a tavolino per spiazzare l’ascoltatore perché loro sono IL black metal. Nolenti o dolenti sono portabandiera di un genere che in 40 anni ha rivoluzionato completamente il panorama della musica più impura e violenta mai sentita, ma nonostante ciò i Darkthrone spostano il loro limite qualche metro più in là dettando legge ad ogni loro pubblicazione.

Anche la traccia finale “Lost Arcane City Of Uppakra”, che ricordiamo sono 5 in totale per circa 42 minuti di messa nera, ci regala una conclusione veramente perentoria e maledettamente alienante. Dopo il corpo centrale del brano, con una bella influenza stoner/sludge, ci aspetterà un lunghissimo fade-out di chitarra, batteria, synth vintage ma soprattutto testo in norvegese, un estremo tocco di classe e magia che ci solleva solamente una domanda:

Cosa potremmo mai aspettarci nel prossimo disco? Immensi.

Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. His Master’s Voice 02. Hate Cloack 03. Wake Of The Awakened 05. Voyage To A North Pole Adrift 06. Lost Arcane City Of Uppakra
Sito Web: https://www.facebook.com/Darkthrone-101075189934422/

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