Supreme Majesty – Recensione: Danger

Quella sottile linea che corre tra l’hard rock e il metal più melodico, ecco dove potremmo collocare questo ‘Danger’, nuovo album degli svedesi Supreme Majesty. Un titolo che è tutto un programma, visto il pericolo rappresentato dalla scelta di buttarsi sul mercato discografico odierno con una proposta che rasenta spesso il più esagerato dei parassitismi, seppur variegato e multiforme. Se all’apertura si potrebbe aver da ridire sugli ennesimi clone degli Stratovarius, bastano due tracce per fare un salto indietro nel tempo di due decenni fino al periodo in cui gli Europe spopolavano nel mondo con ‘The Final Countdown’. Ce n’è un pò per tutti i gusti tra quel sapore tipico del power metal scandinavo e rimandi all’hard rock del bel tempo che fu, incluso un breve passaggio dalle parti di casa nostra con qualche accenno simil-sinfonico alla Rhapsody. Peccato che alla fine questo pastone, in cui riescono a far capolino anche Bon Jovi e Van Halen (scandaloso, per non dire di più, l’attacco di ‘After Midnight’), riesca a risultare coinvolgente quanto un dolce e lento ballo in compagnia di un manichino senza testa. Le melodie sarebbero potute essere l’unico lato positivo di questo lavoro, ma anche queste dopo poche canzoni finiscono per stancare e troppo spesso ti lasciano con quella sgradevole sensazione di “già sentito da un’altra parte”. Bravini a suonare, ma maledettamente inutili.

Voto recensore
5
Etichetta: Massacre / Self

Anno: 2003

Tracklist: 1. Fallen Star
2. Heroes Of Our Lands
3. Danger
4. Until The End Of Time
5. Save Me
6. Cruel Circle
7. Two Against Many
8. After Midnight
9. By Your Side

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