Airborn – Recensione: D-Generation

Dopo l’album di esordio ‘Against The World’, tornano i nostri connazionali Airborn, con una release che si colloca di diritto tra gli album italiani di metal classico più interessanti di questo 2003. Pur rimanendo legati ad un background lirico debitore alla SCI-FI, in ‘D-Generation’ gli Airborn si scrollano di dosso i continui riferimenti ai Gamma Ray (fin troppo udibili nel debut) per maturare un sound personale e convincente. I pezzi sono dinamici, accattivanti, ‘solari’ potremmo dire. La band mischia con disinvoltura parti aggressive ad altre più melodiche e anthemiche, senza disdegnare dei ‘flirt’ con la musica elettronica (un po’ da videogame…) che viene a fungere da introduzione o va a ‘contaminare’ alcune parti centrali. Tra i brani più riusciti sono da segnalare ‘Survivors’, pezzo roccioso dal refrain irresistibile, ‘Extraterrestrial Life’ (veloce e con dei cori di presa) e la ballad ‘Zed’. Convincente (seppure l’originale rimanga inarrivabile) anche la cover di ‘Astronomy’ dei Blue Oyster Cult, (una scelta coraggiosa scomodare certi mostri sacri, non c’è che dire), riveduta e corretta in chiave Airborn con personalità e buon gusto. Il singer Alessio Perardi (la cui impostazione vocale ricorda molto da vicino Mr. Rob Halford) ci offre una prova davvero buona, così come l’axe man Roberto Capucchio, capace di irrorare i brani con assoli piacevoli e d’effetto. E bravi Airborn, la perfetta colonna sonora per una nostalgica partitella a Tron e Invaders!

Voto recensore
7
Etichetta: Remedy Rcs. / Frontiers

Anno: 2003

Tracklist:

01.Creation (Intro
02.Survivors
03.Cosmic Rebels
04.Extraterrestrial Life
05.Dominators
06.Heavy Metal Wars
07.Firestorm
08.D-Generation
09.War Is The K-Word
10.Wired Dreams
11.Zed
12.Crystal Skulls
13.Regeneration (outro
14.Astronomy (Bonus Track)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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