Crypta – Recensione: Echoes Of The Soul

Il progetto Crypta nasce un paio di anni fa in seno alle thrasher brasiliane Nervosa e forse è stato anche causa indiretta dell’appena successiva fuoriuscita di Fernanda Lira e Luana Dametto. In quella fase era parso infatti evidente il desiderio della bassista/cantante e della batterista di avvicinarsi maggiormente al death metal ed in effetti questa nuova band fonda la propria proposta su quello che viene facile definire come un manierismo assoluto di genere. Nulla di nemmeno vagamente innovativo traspare quindi da “Echoes Of The Soul”, ma in qualche modo le canzoni funzionano piuttosto bene e sono supportate sia da una eccellente produzione che da una valida base strumentale. Personalmente ho sempre trovato le vocals di Fernanda Lira migliori quando si dedica al lato più brutale del suo range espressivo e nell’insieme il pacchetto Crypta convince a sufficienza da meritare una certa attenzione da chi ama il death metal di vecchia scuola.

Curioso che, pur nella loro uniformità di stile, le canzoni che maggiormente mi hanno colpito siano quelle della seconda parte della scaletta. La minacciosa “Under The Black Wings” e la scurissima “Dark Night Of The Souls”, in particolare, riescono perfettamente nell’intento di evocare quel senso di primordiale orrore che era marchio di fabbrica del death metal della primissima ondata. Nonostante una mix ben calibrato, nel quale ogni strumento resta perfettamente riconoscibile, appartenga più al gusto contemporaneo del genere, la produzione si avvicina volutamente al suono realistico degli anni novanta, evitando l’effetto monolitico “muro di cemento” che caratterizza tante produzioni moderne. Particolarmente azzeccate sono anche “From The Ashes” e “Starvation”, con la prima in buon equilibrio tra assalto brutale e qualche concessione alla melodia nelle parti di chitarra, e la seconda più incentrata sul classico e diretto approccio del death minimale ed aggressivo.

Un buon lavoro nel complesso, assolutamente professionale e che sarà probabilmente valido spunto per esibizioni live al fulmicotone che rimangono, credo, il fine ultimo di una intenzione artistica che nulla concede alla sperimentazione. Un bel tour mondiale è quello che ci vuole per dare un senso compiuto a quanto possibile ascoltare su “Echoes Of The Soul”, speriamo presto sarà possibile programmarlo.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Awakening 02. Starvation 03. Possessed 04. Death Arcana 05. Shadow Within 06. Under the Black Wings 07. Kali 08. Blood Stained Heritage 09. Dark Night of the Soul 10. From the Ashes

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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