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Coronatus – Recensione: Raben Im Herz

I tedeschi Coronatus tornano sul mercato discografico con “Raben Im Herz”, settimo studio album di un percorso discografico interessato da alterne fortune che di fatto non ha mai consentito al gruppo di emergere dal coro delle numerose female fronted band. Confermate le due vocalist Carmen R.Lorch e Anny Maleyes, oltre al chitarrista Olivèr, la band di Mats Kurth non adotta differenze sostanziali rispetto al precedente “Cantus Lucidus”, di cui il nuovo disco è la naturale ed ovvia continuazione.

Additabili di immobilismo stilisco, i Coronatus rispondono con un songwriting efficace che si manifesta in brani ariosi e ricchi di melodia, ben eseguiti sul versante tecnico e interessati da soluzioni in chiave sinfonica e folk che li trasformano in sorta di “favole metal” assolutamente innocue ma assai gradevoli. Tutto ben evidente già nell’opener “Lady Of The Wall”, primo singolo estratto e brano malinconico ma canterino quanto basta per far breccia tra i proseliti di questo panorama.

L’ascolto non presenta sorprese ma procede senza particolari scivoloni grazie alla buona combinazione tra le vocals soprano e soprano leggero delle cantanti, alle quali a tratti si unisce un ruvido growl nelle parti più tirate. Vogliamo citare episodi come “Carpe Noctem”, ricca di suggestioni folk , la più robusta “Anderswelt”, dai tratti epici e arricchita dalla presenza dei violini e ancora la semiballad “Frozen Swan”, inizialmente affidata alla chitarra acustica per poi confluire in un brano di heavy/power canonico ma gradevole.

Certo resta il dubbio se mai uno di questi pezzi riuscirà a passare l’ostacolo del tempo che scorre. La risposta è naturalmente no, ma i Coronatus offrono comunque un compito svolto con tutta la cura del bravo mestierante. Le melodie solenni e mnemoniche, insieme alle tematiche adolescenziali trattate, rendono “Raben Im Herz” un disco di facile ascolto che sarà certamente gradito ai fan della band e a un pubblico molto giovane.

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