Stormhammer – Recensione: Cold Desert Moon

Mamma mia che tuffo nel passato… gli StormHammer sono in ritardo si 15 anni. Ad appena un anno di distanza da ‘Fireball’ eccoli tornare con ‘Cold Desert Moon’, 12 pezzi per un totale di 56 minuti di heavy metal duro e puro. Nessun fronzolo, nessuna concessione a divagazioni progressive, nessuna variazione sul tema: qui si ascolta heavy metal come si faceva nell’85, si poteva ascoltare nel ’90, nel ’95 o oggi. Anche la produzione sembra quella di 15 anni fa. Un album conservatore, ma che sembra colpire poco l’attenzione dell’ascoltatore. Il sestetto di Monaco di Baviera (da sempre la città meno metal della Germania) non spicca certo per originalità, ha un buon “tiro”, ma alla fine lascia un po’ perplessi. Innanzitutto le tastiere incidono proprio poco (tanto che verrebbe da chiedersi che ci fa un tastierista in formazione), il cantato non è certo luminoso e brillante come quello tanto di moda oggi (anni luce dai vari cloni di Kiske che sembrano andare per la maggiore) e il suono (forse a causa della produzione non proprio eccelsa) appare un po’ troppo impastato. Un disco di genere ma non imperdibile. Ancora una volta sembra che il metal classico e il power non sono pane per la Century Media.

Voto recensore
6
Etichetta: Century Media/Self

Anno: 2001

Tracklist: Sinner’s Soul
The Law
Breach Of Faith
Yells Of Rage
Misty Hills
Children Of The Dawn
Doomsday
Cold Deser Moon
A Dragon’s Tear
Nobody’s Child
Masquerade Of Life
Strength Of Wisdom

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