Paganizer – Recensione: Carnage Junkie

Il brutal, si sa, a parte pochi nomi tutelari, vede la gran maggioranza dei gruppi richiamarsi a vicenda: c’è una certa penuria di idee, le ritmiche sono quelle che sono, la voce è sempre la stessa cavernosa con talvolta lo scream a sottolineare dei passaggi ad effetto, insomma, le solite cose. E i Paganizer perseverano nella convinzione che l’immobilismo sonoro sia l’unica soluzione percorribile, e se ne fanno portabandiera. Potrei concludere dicendo che è brutal metal con un certo taglio americano (chi ha detto Malevolent Creation?). Potrei anche dire che non capisco l’investimento della casa discografica, ma non sono affari miei. Potrei dirvi di girare alla larga da dischi del genere che, pur essendo genuini e true e cattivissimi e brutali sono sempre la stessa minestrina scaldata. E di questi tempi, con la recessione economica, farei bene anche io ad accontentarmi per la minestrina piuttosto che saltare il pasto.

Voto recensore
6
Etichetta: Vic Records

Anno: 2008

Tracklist: 01. Death Plain And Simple
02. Among The Unknowing Dead
03. Alone In The Morgue
04. Blunt Blade Surgery
05. Just Here Rotting
06. Grinded And Exiled
07. Heal Not Your Wounds
08. Carnage Junkie
09. Sweet Decay
10. Mummified Alive
11. The Rope Tightens
12. The Cadaverous
13. Massdeath Maniac (Bonus Track)
14. Born To Be Bruied Alive (Bonus Track]
15. The Morbidly Obscene (Bonus Track)
16. Army Of Maggots (Bonus Track)
17. The Festering Of Sores (Bonus Track)

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