Zeromancer – Recensione: Bye Bye Borderline

Dopo un episodio interlocutorio come “The Death Of Romance”, i norvegesi Zeromancer si rimettono parzialmente in carreggiata con il nuovo capitolo discografico, “Bye Bye Borderline”. La nuova fatica sulla lunga distanza della band prosegue il sentiero stilistico che aveva portato i nostri a distanziarsi dall’industrial metal in chiave Marilyn Manson / Rob Zombie (per quanto il sostrato di derivazione sia ancora avvertibile) a un pop/rock elettronico in chiave dark che potrebbe mettere gli Zeromancer al pari di realtà come i Muse e i Placebo. E forse è proprio questo l’obiettivo di “Bye Bye Borderline”, cioè quello di portare la band sotto la luce dei riflettori e godere del successo planetario degli illustri colleghi. Non a caso il nuovo album spinge ancora di più sulla facciata pop che, va detto, trova dei punti di riferimento anche negli anni ’80 (forse grazie al contributo maggiore dei synth) e in acts quali O.M.D., Visage e primi Tears For Fears, solo per citarne alcuni. Fatto sta che la nuova creatura si rivela un disco pieno di melodie indovinate e refrain studiati nei minimi particolari perché si imprimano subito nella testa dell’ascoltatore, c’è poco spazio per la sperimentazione e le scelte coraggiose, ma nel complesso l’album scorre e risulta gradevole. L’opener “Auf Wiedersehen Boy” e la titletrack mischiano bene un rock incisivo a basi elettroniche melodiche e sornione quanto basta, che a loro volta lasciano spazio a dei ritornelli quasi ipnotici per quanto indovinati. Buon lavoro anche in occasione dei “singoloni”  “LCYD” e “Weakness”, due tracce ruffiane ma ben costruite, davvero molto eighties e capaci, nella loro prevedibile ma intrigante natura, di potersi assicurare anche dei passaggi radiofonici. Purtroppo non è tutto oro quello che luccica e quando la band gioca la carta del lento, finisce per essere noiosa e incapace di decollare anziché romantica, come notiamo in “Manoeuvres” e “Montreal”, brani che vorrebbero essere intimi ma proprio non riescono a colpire nel segno. Si torna su livelli molto buoni con “The Tortured Artist”, brano pop/rock dolce e dalla natura versatile. In definitiva un ascolto piacevole e nonostante qualche calo di tensione, “Bye Bye Borderline” sarà gradito ai fan della band, che tuttavia non si è espressa al pieno delle proprie potenzialità.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Trisol / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Auf Wiedersehen Boy (3:30)
02.  Bye-Bye Borderline (4:19)
03.  You Meet People Twice (4:08)
04.  LCYD (3:42)
05.  Manoeuvres (3:45)
06.  Weakness (3:46)
07.  Lace And Armour (3:08)
08.  Montreal (5:12)
09.  Ash Wednesday (4:44)
10.  The Tortured Artist (4:18)


Sito Web: www.zeromancer.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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