Demiurg – Recensione: Breath of The Demiurg

La band riunita sotto il moniker di Demiurg vede nelle proprie fila il celebre Dan Swano come batterista e tastierista di questo esordio ‘Breath of The Demiurg’, album che riunisce lo stile svedese più graffiante, di stampo Edge Of Sanity, e tocchi più oscuri e progressivi.

Il progetto di Rogga Johansson si compone di dieci capitoli, violenti nel loro incedere e abbastanza legati alle sonorità di acts quali Entombed, Satyricon e addirittura Sepultura: tale commistione di generi rende molto vario il full-lenght, in cui i momenti di respiro sono ottimi seppur rari, e ogni brano procede in modo incisivo ed irruente, coinvolgendo l’ascoltatore in una dimensione death caotica ed intricata. Vere e proprie cavalcate come ‘City Of IB’ e ‘Scorn Empire’ travolgono sia per l’andamento timbrico, costituito da riff contorti e tecnici, sia per l’approccio vocale tagliente e penetrante allo stesso tempo.

Rogga Johansson si era già distinto per i suoi lavori con i Paganizer e i Ribspreader, ma questo debutto dei Demiurg sembra riconferire freschezza e novità ad un genere diventato abbastanza piatto negli ultimi anni: certamente in ‘Breath Of The Demiurg’ converge tutta la tradizione di Unleashed, Entombed e Dismember, ma anch’esso ha le caratteristiche adeguate per far prefigurare uscite future ancora più valide. Pertanto lo consigliamo agli irriducibili dello stile svedese, che sognano ancora le innumerevoli e splendide pubblicazioni degli anni Novanta.

Voto recensore
7
Etichetta: Mascot Records/Edel

Anno: 2007

Tracklist: 01. The Dreams Without End
02. Flesh Festival
03. City Of Ib
04. Monolithany
05. The Primitive Machinery
06. Orbiting A Dead Sun
07. Scorn Empire
08. Monolithany Pt. II
09. The Doom That Came To...
10. Sarnath (City Of Ib Pt. II)

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