Born Of Osiris – Recensione: Angel Or Alien

Che i Born Of Osiris stessero modernizzando il loro sound era da mettere in conto, dopo più di 10 anni da pionieri del Progressive Metalcore (Djent, per gli amici) spalla a spalla con realtà come Veil Of Maya, Periphery ed After The Burial, dischi come Tomorrow We Die Alive (2013) sono, per quanto ancora iconici e divertenti da ascoltare, a tutti gli effetti prodotti del loro tempo. Angel Or Alien mostra dunque una faccia diversa del quintetto di Chicago, molto più tendente all’elettronica e sorprendentemente catchy in certi fraseggi e “ritornelli”. Ovviamente, girare la manovella dell’elettronica sull’11 non rende un album metal più originale, è un trucco ormai abusato e francamente, se una band non sa scrivere una canzone decente, non sarà un muro di sintetizzatori o uno stacco EDM a mascherare questa incompetenza. É proprio qui che i Born Of Osiris dimostrano ancora una volta di sapere esattamente cosa fanno, rilasciando per Sumerian Records un lavoro veramente eccezionale che riesce a svecchiare il suono della band ma senza snaturarlo, cosa non da poco. Star dello show è, ancora una volta, il guitar work di Lee McKinney con i suoi inconfondibili riff singhiozzanti in palm mute ed i suoi leads psicodelici e memorabili, lasciandosi anche andare a qualche assolo davvero di classe. Tutto ciò a cui lui stesso ci ha abituato con gli anni è presente ed a rapporto già dalla gloriosa opener “Poster Child”, con la sola differenza che ora McKinney è accompagnato da Nick Rossi, che lascia il ruolo di bassista per prestarsi come seconda chitarra, mossa che non pesa sul risultato finale a livello di produzione in quanto l’abissale accordatura delle chitarre ne copre lo spettro. Inutile dire che, a livello compositivo, con un duo del genere la qualità è pressoché garantita.

Dietro le linee, Cameron Losch ricorda a chi come me ha perso un po’ per strada il percorso della band con gli anni, che ha pochi rivali nella schiera di batteristi del genere. Sempre impeccabile e preciso nell’esecuzione così come nella scelta dei suoni, Cameron ci regala l’ennesima performance spezza collo che cementa la cattiveria della band anche in un disco più sperimentale e fuori dalla loro comfort-zone come “Angel Or Alien”. Ad abbaiare tutta la cattiveria dei Born Of Osiris ci pensa, come sempre, Ronnie Canizaro con il suo range di screams notevole, accompagnato dal sempre più rilevante Joe Buras che, oltre a svolgere un lavoro eccelso ai synths (quasi scuola In Flames), presta i suoi urli ed il suo elegante cantato pulito al progetto. L’album si protrae per ben 55 minuti, mossa azzardata nel periodo di punta del consumismo musicale in cui non tutti gli ascoltatori hanno, o sono disposti ad offrire, una soglia di attenzione così alta e, per quanto 55 minuti di poliritmie e riff martellanti possano non essere l’idea di divertimento principale per molti, il disco svolge un ottimo lavoro nel variegarsi abbastanza da non annoiare. Dalle sfuriate classiche come “Threat Of Your Presence”, “Poster Child” “Truth And Denial”  e “In For The Kill” fino a pezzi più “tranquilli” (tranquilli è un eufemismo in questo caso) come “Love Story” e la fantastica closer “Shadowmourne”, l’album trova sempre, nelle sue 14 tracce, il modo di sorprendere. Nota di merito a “Crossface” ed il suo riff principale con quel nonsoché di Mudvayne, che sfocia in uno dei breakdown più cattivi del lavoro.

Angel Or Alien è un disco che si fa ascoltare, che piaccia o meno, grazie alla sua meticolosa scrittura, spietata esecuzione e curata produzione. I Born Of Osiris hanno intrapreso una svolta che potrà lasciare qualche fan vecchia scuola o qualche purista del Djent con il broncio, ma che lascia intravedere un futuro mai più roseo di così per il quintetto, già a lavoro su materiale nuovo, e che personalmente ha riacceso un morente interesse nei confronti del loro percorso artistico.

Etichetta: Sumerian Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Poster Child 02. White Nile 03. Angel Of Alien 04. Waves 05. Oathbreaker 06. Threat Of Your Presence 07. Love Story 08. Crossface 09. Echobreather 10. Lost Souls 11. In For The Kill 12. You Are The Narrative 13. Truth And Denial 14. Shadowmourne
Sito Web: http://bornofosiris.com/

Matteo Pastori

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Nerd ventiduenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco, rendendo ogni giorno un po' meno pesante.

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