Blackmore’s Night – Recensione: Nature’s Light

E’ un gradito ritorno quello dei Blackmore’s Night, acclamati menestrelli del folk-rock rinascimentale. Il duo latitava infatti dai tempi dell’ultimo lavoro in studio, “All Our Yesterdays”, del 2015, che non aveva purtroppo lasciato il segno.  La lunga pausa sembra aver giovato alla creatività della coppia, che con il nuovo album “Nature’s Light”, in uscita il 12 marzo, è pronta a regalare più di una gioia ai suoi fan e agli amanti del genere.

Si tratta dell’undicesimo disco in studio per Ritchie Blackmore e Candice Night, ufficialmente impegnati nel progetto che unisce i loro cognomi dal 1997. Se lo stile dell’ex chitarrista di Deep Purple e Rainbow, autore di riff che hanno letteralmente fatto la storia dell’hard rock e dell’heavy metal, è drasticamente mutato con l’inizio del sodalizio artistico con la moglie, approdando a più placide sonorità acustiche, l’indole folk-medievaleggiante dei Blackmore’s Night è rimasta, negli anni, sempre molto fedele a sé stessa. Si tratta del resto di un connubio che da un lato permette alla voce fatata della Night di esprimersi al meglio e, dall’altro, consente al virtuoso Blackmore un po’ di sana sperimentazione, soprattutto nelle tracce strumentali.

L’apertura di “Nature’s Light” è diretta e senza troppi fronzoli: con “Once Upon December” il duo immerge subito l’ascoltatore in atmosfere ed epoche lontane, da romanzo di cappa e spada; il mood è allegro e giocoso, flauti e le percussioni accompagnano festanti l’aggraziato incedere vocale di Candice, dando vita a un credibilissimo effetto “banchetto medievale”.

Con “Four Winds” la festa procede, anche se la melodia vira vistosamente verso ispirazioni più pop; niente paura, il medioevo torna protagonista con la traccia successiva, una delle più riuscite del disco: “Feather In The Wind”. La chitarra di Blackmore trova qui una perfetta sinergia con un indiavolato violino, che a sua volta lascia il giusto spazio all’immancabile suono della ghironda: insomma, un vero e proprio manifesto della proposta sonora di questa band.

La prima delle due tracce strumentali, “Darker Shade Of Black”, segna una prima battuta d’arresto alla spensieratezza dei brani precedenti, lasciando spazio ad intimità ed introspezione. Nei primi minuti il pezzo suona come un omaggio al maestro Ennio Morricone, con un dialogo appassionato tra violino ed eterei vocalizzi che, in linea melodica, ricordano molto da vicino il leggendario tema de L’estasi dell’oro; nella seconda parte del brano sale invece in cattedra Ritchie Blackmore, con un ispirato e potente assolo. Nel secondo brano strumentale contenuto nel disco, “Der Letzte Musketier”, il sound della chitarra si fa più blues e si snoda fra virtuosismi ed echi prog – segno che, ogni tanto, tornare ad imbracciare una chitarra elettrica fa ancora un gran piacere!

Trova spazio anche la riedizione di un classico della band, “Wish You Were Here” – senza grandi ritocchi all’arrangiamento in realtà, ma con una traccia vocale ancora più intensa ed emozionante, che probabilmente toccherà i cuori di chi ha amato questa canzone.

Maestosa è la title track “Nature’s Light”, la cui intro fa venir voglia di correre a sellare un cavallo e lucidare la spada – salvo poi ricordarsi di non possedere né il primo, né la seconda. Pompamagna medievale a parte, questo pezzo racchiude in sé un sunto della dichiarazione d’intenti dell’intero disco, il cui tema portante è il ricongiungimento di uomo e natura, come spiegato dalla stessa Candice Night: “Questo album gira attorno al ruolo di vera regina della Natura e alla semplicità e alla magia dei miracoli che accadono tutti giorni davanti ai vostri occhi”.
La chiusura è affidata a “Second Element”, ballad folk-pop di per sé un po’ insipida, ma che si accende sul finale grazie ad un graffiante assolo di chitarra – gioia pura per le orecchie.

In conclusione, un bel disco: bilanciato, aggraziato e molto ben mixato. Non esattamente una botta di innovazione ma, del resto, il suo scopo è proprio questo: far dimenticare a chi ascolta presente e futuro, per condurlo con l’immaginazione ai fasti di epoche lontane.

 

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Etichetta: Earmusic

Anno: 2021

Tracklist: 01. “Once upon December” 02. “Four winds” 03. “Feather in the wind” 04. “Darker shade of black” 05. “The twisted oak” 06. “Nature’s Light” 07. “Der letzte Musketier” 08. “Wish you were here (2021)” 09. “Going to the faire” 10. “Second element”
Sito Web: https://www.blackmoresnight.com/

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