Orcrist – Recensione: Black Blood Raised

‘Black Blood Raised’ è il secondo full-length per i nostri connazionali Orcrist, band dedita ad un old-school black metal privo di ogni compromesso melodico e debitore nel suo corpo sonoro alle produzioni dei migliori Darkthrone.

Uno stile che esclude dunque ogni ricercatezza a favore di un sound volutamente minimale e terrorizzante ma altrettanto epico e profondo. E’difficile non incappare nella trappola dei cliché in un genere come il black metal, ma gli Orcrist, pur ricalcandone fedelmente gli stilemi, arginano l’ostacolo in forza di episodi che fanno leva su di una forte enfasi, su quelle atmosfere plumbee e soffocanti tipiche del black primigenio.

L’accoppiata ‘Nightconqueror’-‘Black Blood Raises’ colpisce nel segno per il forte impatto che riesce a suscitare, grazie a sfumature epiche e guerresche; ottima anche la conclusiva ‘Mark Of Hate’ che dopo un incipit cadenzato lascia spazio a ritmi serrati e fulminei.

Una produzione volutamente ruvida fa il resto, preservando l’essenza misteriosa di questo lavoro.

Data la natura prettamente underground di ‘Black Blood Raised’, escludiamo una valutazione numerica, ma consigliamo caldamente il disco a tutti gli appassionati di old school black metal.

Etichetta: Hearse / Self

Anno: 2006

Tracklist:

01.Orcrist
02.Nightconqueror
03.Black Blood Raised
04.Mortal Communion
05.Misanthrope
06.Mark Of Hate


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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