Azarath – Recensione: In Extremis

Tempo di side projects per i membri dei Behemoth. Dopo l’album dei Me And That Man di Nergal, è la volta del drummer Inferno e dei suoi Azarath, da quasi vent’anni forieri di un death/black metal manieristico ma dannatamente potente che ricorda le produzioni degli stessi Behemoth del periodo mediano, qualcosa dei connazionali Hate, degli austriaci Belphegor e degl americani Deicide.

Tuttavia, se buona parte delle band citate ha saputo seguire un costante percorso evolutivo proponendo migliorie e vari accorgimenti al proprio sound, gli Azarath sono rimasti orgogliosamente legati ai canoni degli anni’90, insistendo su di un sound monolitico e viscerale ribadito in toto dal nuovo “In Extremis” (sesta prova sulla lunga distanza).

La violenza esecutiva e un bagaglio tecnico di livello superiore sono le credenziali di questo album di certo “for fans only” ma altrettanto solido e credibile nel momento in cui la band propone uno stile musicale che realmente ama, senza alcun compromesso. Ecco dunque che “In Extremis” inanella dieci tracce guidate dal drumming tellurico e ricorsivo di Inferno dove i ritmi sono quasi sempre serrati e le chitarre macinano cascate di riff taglienti e assoli fulminei dal sentore slayeriano. La voce di Necrosodom, aggressiva e intensa, declama quei testi blasfemi e antireligiosi che confermano la totale adesione ai canoni ortodossi del genere.

Le soluzioni trasversali sono poche e centellinate durante l’ascolto, in modo che l’impianto sonoro resti solido e impenetrabile. Ecco dunque che “The Triumph Of Ascending Majesty” e la brutale “At The Gates Of Understanding” accolgono alcuni arpeggi e brevi momenti d’atmosfera che non compromettono la natura ferale dei pezzi. Ad uscire un poco dal coro è forse “The Slain God”, che pur sempre fisica e molto tecnica, accoglie dei ritmi più ragionati e una parte di voce pulita e narrante.

I fan della band accoglieranno con entusiasmo episodi come “Annihilation”, “Sign Of Apophis” e “Venomous Tears”, perfetti esempi di come gli Azarath continuino a pestare duro per loro stessi e per il loro seguito, infischiandosene del music business.

Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. The Triumph Of Ascending Majesty 02. Let My Blood Become His Flesh 03. Annihilation (Smite All the Illusions) 04. The Slain God 05. At The Gates Of Understanding 06. Parasu Blade 07. Sign Of Apophis 08. Into The Nameless Night 09. Venomous Tears (Mourn Of The Unholy Mother) 10. Death
Sito Web: http://www.azarath.pl/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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