Avatar – Recensione: Feathers & Flesh

“Feathers & Flesh” è la nuova fatica degli svedesi Avatar e il loro primo concept album. Il disco, registrato in collaborazione con la nota produttrice Sylvia Massy, racconta la storia di un gufo che decide di entrare in guerra contro il sole, per impedirgli di sorgere. La sua crociata, naturalmente, è destinata a fallire, ma nel corso della storia l’animale protagonista apprenderà importanti lezioni e si imbatterà in una serie di personaggi che si schiereranno dalla sua parte o contro di lui.

La favola sonora scritta dagli Avatar colpisce per la maturità della composizione e la varietà di elementi musicali che si alternano all’interno delle tracce, supportate anche da un minutaggio quasi mail al di sotto dei 5 minuti. Come ogni opera teatrale che si rispetti, l’album si apre con un’intro dal titolo “Regret”, che introduce all’accoppiata vincente delle due “House Of Eternal Hunt” e “The Eagle Has Landed”: entrambe sono caratterizzate da una sapiente alternanza tra parti in cui il cantato in scream e la ritmica della batteria preservano l’aspetto più heavy delle tracce, e melodie curate che rendono i brani sempre scorrevoli per l’ascoltatore.
Così anche “New Land”, che esordisce con una scarica di chitarre e batteria, si apre poi ad un ritornello armonioso; ma non c’è nemmeno il tempo per lasciarsi ingannare, perchè “Tooth, Bleak & Claw” fa il dovere di ogni brava traccia melodic death metal, con un tempo dissonante, ma mai tanto esagerato da lasciare del tutto perplessi. Ogni cosa in quest’album è studiata a tavolino, compresa la breve e caotica “For The Swarm”, scelta come apripista dell’intero disco, che però prepara ad una struggente “Fiddler’s Farewell” e conduce alla seconda parte di questo “Feathers & Flesh”. Qui spiccano senza dubbio “One More Hill” e “Black Waters”, ancora una volta baciate da un equilibrio perfetto tra un sound martellante e assolutamente carico e ritornelli che conquistano, senza mai risultare ruffiani o banali.
“Night Never Ending” aggiunge un’altra sfaccettatura, con un ritmo scandito, da marcia, e un sound più hard rock che metal in senso stretto. “Pray The Sun Away” e “When The Snow Lies Red” incarnano lo spirito più aggressivo del disco, che, passando per la penultima “Raven Wine”, sfocia con un contrasto nettissimo in “Sky Burial”, perla conclusiva di quasi sette minuti che conclude con intelligenza e tanta piacevole malinconia la storia del nostro eroe alato.

Non ci sono pecche nella nuova opera discografica degli Avatar, premiati da una strutturazione perfetta dei brani, tanto nella loro concatenazione all’interno del disco, quanto nelle singole tracce, che alternano piacevolmente momenti di sperimentalismo più estremo ad una ricerca della melodia, peraltro mai scontata. Emerge l’esperienza e l’eclettismo di una produttrice come Sylvia Massy, che fornisce la spalla perfetta alle velleità creative dei clown di Göteborg.

Con questo disco, gli Avatar dimostrano di aver raggiunto una loro maturità e compiutezza artistica, riuscendo a controllare quegli aspetti più folli su cui i lavori precedenti calcavano a volte troppo la mano. Il risultato è un concept album di altissima qualità, una favola affascinante a cavallo tra impetuosità ed eleganza.

avatar - feathers & Flesh

Voto recensore
8
Etichetta: Another Century Records

Anno: 2016

Tracklist: Tracklist - 01. Regret 02. House of Eternal Hunt 03. The Eagle Has Landed 04. New Land 05. Tooth, Beak & Claw 06. For The Swarm 07. Fiddler’s Farewell 08. One More Hill 09. Black Waters 10. Night Never Ending 11. Pray The Sun Away 12. When The Snow Lies Red 13. Raven Wine 14. Sky Burial
Sito Web: http://www.avatarmetal.com

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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