Asia – Recensione: Aura

Gli Asia, il supergruppo più famoso degli ’80, il gruppo che con l’omonimo debutto di quasi vent’anni fa era riuscito a vendere una manciata di milioni di copie, il gruppo che ha visto passare tra le propie fila membri di King Crimson, Family, Uriah Heep, Yes, EL&P, Atomic Rooster, Savatage e altri; insomma ci siamo capiti, un gruppone. Ebbene, ritornano dopo cinque anni di silenzio dal predecessore e lo fanno con un onestissimo disco di A.O.R. melodico, dalle atmosfere soffici soffici, fatto apposta per orecchie che necessitano di musica rilassante, in cui le tastiere di Geoff Downes, unico membro originario, fungono un ruolo a dir poco preminente assieme alla voce di John Payne, calda, profonda e melodica come il genere esige. Ballate morbide e delicate, melodie e suoni che qua e là richiamano alla mente i plastici anni ’80, grandi cori sullo sfondo, assoli ad hoc da parte degli innumerevoli ospiti e per finire una stupenda copertina disegnata dal Marshall del prog, Roger Dean. Sapete assolutamente cosa aspettarvi, nulla di nuovo, ma ogni tanto anche questo ci vuole e se siete in un periodo in cui necessitate di sonorità di questo tipo Aura sicuramente è un gran bel dischetto.

Voto recensore
6
Etichetta: Recognition / Frontiers

Anno: 2001

Tracklist:

Tracklist: Awake / Wherever You Are / Ready To Come Home / The Last Time / Sorgive Me / Kings Of The Day / On The Coldest Day In Hell / Free / You’re The Stranger / The Longest Night / Aura


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