Attalla – Recensione: Attalla

Freschi di contratto con la Shadow Kingdom Records, gli americani Attalla presentano il debut album omonimo, uscito originariamente nel 2014 come 12” autoprodotto. Il four-piece del Winscosin propone un doom metal che non disdegna brevi fughe in uno stoner d’antan. Sound desertico e riverberato come vuole una tradizione che arriva dagli Sleep e dai vecchi Trouble, con alcuni riferimenti al periodo mediano dei Cathedral.

“Attalla” è dunque la testimonianza di un collettivo che ha imparato molto bene la lezione impartita dai suoi maestri, al momento c’è tanto buon mestiere e la personalità è in fase di crescita, ma ai nostri non mancano nè la capacità di comporre forme canzone intriganti, nè un approccio piuttosto vario alla materia.

Brani come l’opener “Light” e la conclusiva “Doom” (una vera dichiarazione d’intenti), sono forse i pezzi più classici, un doom metal che arriva direttamente dagli anni’80 con il suo incedere cadenzato, melodie portanti epiche e al tempo stesso piuttosto intriganti. Un po’ di Candlemass, di Cathedral e di Black Sabbath in tutto questo, ma la band si rende interessante grazie ai riff granitici e costanti di Cody Stieg (anche vocalist) e Brian Hinckley, oltre alla buona performance della sezione ritmica ricorsiva ma potente di Bryan Kunde (basso) e Sam MacLeod (batteria).

Un platter breve (poco più di 28 minuti) ma con episodi piuttosto convincenti, dove il suonato conta a volte più delle parti vocali, come dimostrano “Haze” e la strumentale “Thorn”, due brani che non lesinano richiami alla psichedelia d’epoca, inseriti nuovamente in quel contesto cupo caro alla band. Non mancano leggere diversioni come i ritmi più taglienti e accelerati di “Lust”, a dimostrazione di come il gruppo abbia assimilato bene l’universo musicale che ruota attorno a questa frangia del rock duro.

Attalla - Attalla

Voto recensore
6,5
Etichetta: Shadow Kingdom Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Light 02. Haze 03. Lust 04. Thorn 05. Veil 06. Doom
Sito Web: https://www.facebook.com/attallawi

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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