Trivium – Recensione: Ascendancy

Giovani, carini e…. cloni.

Al secondo album e al debutto su Roadrunner, i Trivium appartengono al calderone, oramai quasi insostenibile, di band americane che mischiano la componente metalcore americana con sonorità più europee e prettamente svedesi (per dirla tutta, i Soilwork hanno fatto non pochi danni…): eccoci quindi di fronte ad ‘Ascendancy’, prodotto sostanzialmente confenzionato alla perfezione e dove tutto è al posto giusto, la strofa sufficientemente pesante e il ritornello melodico piazzato ad arte.

Se però per gli americani queste sonorità suoneranno fondamentalmente nuove, di sicuro dal nostro versante le cose sono diverse, e se una band non ha caratteristiche particolari che la differenzino dalle altre, l’oblio non è troppo lontano; e indubbiamente la formula utilizzata (che si ripete sempre uguale per tutto il disco, a parte un’intro effettivamente ben riuscita e le più melodiche ‘Dying In Your Arms e ‘Departure’) già di questi tempi funziona poco per i gruppi dotati di una certa esperienza e che quindi riescono a sopperire col mestiere, figuriamoci per una band alle prime armi.

Se siete dipendenti da queste sonorità potete anche prendere in considerazione il disco, ma in tutta onestà è davvero l’unico motivo per prendere in considerazione ‘Ascendancy’: le basi ci sarebbero pure e il risultato finale è sì sufficiente, ma c’è da lavorare sulla personalità…

Voto recensore
6
Etichetta: Roadrunner/Universal

Anno: 2005

Tracklist:

01.The End Of Everything

02.Rain

03.Pull Harder On The Strings Of Your Martyr

04.Drowned And Torn Asunder

05.Ascendancy

06.A Gunshot To The Head Of Trepidation

07.Like Light To The Flies

08.Dying In Your Arms

09.The Deceived

10.Suffocating Sight

11.Departure

12.Declaration


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