Arion – Recensione: Vultures Die Alone

E’ un gradito ritorno quello dei power metaller Arion, che scelgono l’anno del proprio decennale di attività per dare alle stampe il terzo lavoro in studio, “Vultures Die Alone”, in uscita il 9 aprile in versione digipack e su vinile colorato.

Dopo essersi fatti conoscere al pubblico di casa con la partecipazione alle qualificazioni per l’Eurovision Song Contest del 2013 (ottenendo per altro un egregio quinto posto, su oltre cinquecento contendenti), i cinque di Helsinki avevano già dimostrato una sorprendente maturazione musicale con il loro secondo album in studio, “Life Is Not Beautiful”, che nel 2018 ha raccolto consensi fra eterogenei gruppi di ascoltatori.

Il nuovo “Vultures Die Alone” suona come un’ulteriore conferma della direzione presa dalla band con il disco precedente: un concentrato di furore scandinavo, fra ispirazioni power metal e l’aggiunta di qualche elemento sinfonico – il tutto condito da una grande attenzione alle linee melodiche, come nella migliore tradizione scandinava. Nel complesso, un mix davvero tutt’altro che sgradevole.

La prima traccia, “Out Of My Life”, pesta subito durissimo e ci immerge senza fronzoli nello spirito dell’intero disco: canzoni solide e bilanciate, cambi di tempo piazzati nei punti giusti, assoli ispirati e mai banali. Anche “Break The Chains”, più baldanzosa per via di un maggiore dispiego dell’ingrediente sinfonico, non presenta sbavature e si lascia ascoltare volentieri.

La prima chicca però arriva con “Bloodline”, un pezzo in cui la componente heavy è sapientemente bilanciata con un’orecchiabilità che è uno dei punti forti del songwriting degli Arion; la traccia è impreziosita dalla partecipazione dell’ottima Noora Louhimo, attuale cantante dei Battlebeast, che qui affianca il frontman Lassi Vääränen in un duetto in cui le voci sono talmente in sintonia che nel ritornello si fatica quasi a distinguerle.

“In The Name Of Love” è il pezzo del disco che più strizza l’occhio al pop-rock, ricordando nello stile i connazionali Rasmus e altre band della scena rock alternativa dei primi anni 2000 (seppur con una maggiore padronanza strumentistica, oltre ad una notevole carica heavy in più). Restando in tema, è ancora una volta notevole la commistione di chitarrone e melodia nel brano “In The Name Of Love”, in duetto con i Cyan Kicks, formazione finlandese di rock elettronico. Molto buona la performance vocale di Vääränen, che dà prova di grande versatilità passando dallo screaming dei pezzi più hard&heavy ad una voce calda e avvolgente quando l’atmosfera si fa più intima.

Con “A Vulture Dies Alone” torna ad infiammarsi lo spirito power, con uno dei riff più aggressivi dell’album e, ancora una volta, un ritornello che rimane piantato in testa già al primo ascolto; sicuramente uno dei brani che gli Arion non vedono l’ora di cantare con il proprio pubblico alla ripresa dell’attività live. Anche “I Love To Be Your Enemy” ha le carte in regola per farsi apprezzare come uno dei pezzi meglio riusciti del disco: parte in sordina, facendo pensare ad una parentesi gothic, per poi esplodere in tutta la sua potenza, fra cambi di tempo (un plauso a tal proposito ad una sessione ritmica forsennata e impeccabile) ed una linea melodica incazzereccia al punto giusto.

Molto bella l’unica traccia strumentale del disco, “Where The Ocean Greets The Sky”. La chitarra di Iivo Kaipaine ci accoglie morbida e ci culla nel primo minuto e mezzo, per poi trascinarci in crescendo di emozione ed intensità che nulla ha da invidiare ad alcune blasonate soundtrack cinematografiche.  “I Don’t Fear You” è un’altra bordata power che non sfigurerebbe nel catalogo dei primi Sonata Arctica, mentre in chiusura la band sceglie una ballad, “Until Eternity Ends”, che, per quanto ben eseguita, non lascia il segno – ma è l’unica eccezione in un album che in generale è meritevole di uno e più ascolti.

Se siete degli entusiasti degli anni d’oro del power metal e siete curiosi di sapere come suonerà in futuro questo genere, qui potreste trovare una risposta. Se invece siete più su altri generi, potreste sorprendervi nello scoprirvi piacevolmente intrattenuti da un disco ben confezionato e prodotto. Provare per credere.

Etichetta: Afm Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Out Of My Life 02. Break My Chains 03. Bloodline (feat. Noora Louhimo) 04. I'm Here To Save You 05. In The Name Of Love 06. A Vulture Dies Alone 07. I Love To Be Your Enemy 08. Where The Ocean Greets The Sky 09. I Don't Fear You 10. Until Eternity Ends

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