Nile – Recensione: Annihilation Of The Wicked

Una delle tante leggende che aleggiano attorno al fiume Nilo, vuole che le antiche divinità egizie tornino a regnare su questo folle mondo, portando ordine e pulizia. I Nile raccontano, ancora e ancora, una storia bellissima, epica, antica e anche un po’ spaventosa… Impossibile controbattere al fatto che, negli ultimi sei o sette anni, questa portentosa band di death metal, tecnico, violentissimo e affascinante, si sia ritagliata un angolo di tutto rispetto nel panorama delle band “epic-metal”, dando una forte spinta all’immaginario di tutti noi sull’antico Egitto, e guadagnandosi di diritto il nome di “salvatori del death metal”. Da molti considerati come gli Iron Maiden del metal estremo Made In U.S.A., i Nile si sono snelliti nelle linee melodiche, hanno scarnificato i suoni, rendendolo ancora più ruvido e graffiante. L’apripista ‘Dusk Falls Upon The Temple Of The Serpent On The Mount Of Sunrise’ (maestri anche nei titoloni epici e -quasi- esilaranti) è una acustica strumentale molto bella -anche se breve rispetto ai canonici strumentali del passato- la quale ha un perfetto seguito di violenza musicale con pochi eguali: velocità, potenza, melodia, tecnica, capacità compositiva… c’è davvero tutto in ‘Cast Down The Heretic’! Si inizia a pugni in faccia e si finisce a calci nel sedere. Tanto per intenderci: tra gli ultimi tre questo è il disco più violento. Certamente, ‘In Their Darkened Shrines’ ha una profondità maggiore, data da una struttura più complicata e intricata di suoni “etnici” (i corni tibetani di ‘Ruins’ non si dimenticano facilmente), e una completezza strumentale e compositiva che lo rende paradossalmente più maturo… ma un ascolto di ‘Annihilation Of The Wicked’ è per sempre, non si torna indietro, non è permesso. Gli assalti di Karl Sanders non si possono schivare, e tornano in mente Morbid Angel, Suffocation, Slayer… I suoni, l’atmosfera, l’epicità… tutto ciò è elevato al massimo in ‘Sacrifice Unto Sebek’, brano fenomenale e pauroso. E mentre ci si avvicina alla maestosa ‘Von Unaussprechlichen Kulten’ (libro di Von Juntz sui culti esoterici e la magia mediorientale e araba, che aiutò molto anche l’immaginario di H.P.Lovecraft), una traccia degna di nota -e non solo per il titolo- è ‘Chapter Of Obeisance Before Giving Breath To The Inert One In The Presence Of The Cresent Shped Horns’: una tumultuosa opera al cui interno troviamo tutti i riferimenti musicali, e non, dei tre musicisti americani. Per molti, non amanti del genere, questo disco potrà sembrare una accozzaglia di suoni ipervelocizzati con una voce talmente bassa e gutturale da risultare -quasi- incomprensibile. E chi ama i suoni epici di ‘In Their Darkened Shrines’ potrà restare deluso dalla “linearità” di ‘Annihilation…’ e storcere il naso. Ma, a mente lucida, nel panorama death metal tecnico, questa è la proposta più interessante, per ora, e si candida a disco dell’anno, perlomeno nel metal estremo americano. Se non siete pronti per la purificazione e state pensando di darvela a gambe e raggiungere un posto lontano… beh, non ci riuscirete: i Nile regnano.

Voto recensore
9
Etichetta: Relapse / Self

Anno: 2005

Tracklist:

01. Dusk Falls Upon the Temple of the Serpent on the Mount of Sunrise
02. Cast Down the Heretic
03. Sacrifice unto Sebek
04. User-Maat-Re
05. Burning Pits of the Duat
06. Chapter Of Obeisance Before Giving Breath To The Inert One In The Presence Of The Crescent Shaped Horns
07. Lashed to the Slave Stick
08. Spawn of Uamenti
09. Annihilation of the Wicked
10. Von Unaussprechlinchen Kulten


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