Black Abyss – Recensione: Angels Wear Black

I tedeschi Black Abyss tornano sul mercato discografico con ‘Angels Wear Black’, un roccioso album di power metal debitore in buona parte ai primi Helloween e Blind Guardian. Il disco si sviluppa soprattutto sul sound della chitarra della coppia Roder/Klenk, i brani sono in prevalenza veloci (l’opener ‘Damnation’ è addirittura ai limiti del thrash) e pregiati dalla buona prova del singer Oliver Hornung, bravo ad adattare il proprio stile (in prevalenza aggressivo) anche agli intermezzi più melodici. Nulla dunque da obiettare sul livello tecnico della band, tuttavia, ad un ascolto attento notiamo come i brani siano in realtà piuttosto lineari, costruiti su tappeti di riff e scale che si ripetono ad libitum, senz’altro piacevoli ma fin troppo riciclati. Per fortuna i Black Abyss giocano la carta del “refrain vincente” e accanto ad un corpus sonoro un po’ monotono, piazzano ritornelli di presa e dal sapore epico. Buona in questo senso la suite conclusiva ‘When Angels Wear Black’ (la track più vicina al metal melodico di stampo nordeuropeo), nella quale intervengono parti di tastiera e citazioni neoclassiche un po’ datate ma di buon gusto. Un disco con luci e ombre che tuttavia non dovrebbe deludere gli appassionati del genere.

Voto recensore
6
Etichetta: Massacre / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.Damnation
02.Unholy War
03.Dark Legacy
04.Shadows Of The Past
05.Pure Evil
06.Rebellion
07.I Don’t Care
08.The Messenger
09.Time
10.When Angels Wear Black


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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