Ancient Mastery – Recensione: Chapter One: Across The Mountains Of The Drämmarskol

Ancient Mastery è una one man band esordiente di origine austriaca fondata da tale Erech, polistrumentista coinvolto in numerosi altri progetti underground. Nome e copertina incarnano un certo cliché che trova confronti nella scena black metal sinfonica degli ultimi anni ’90: una vera mosca bianca in quanto, manco a farlo apposta, anche la proposta sonora incarna un ritorno al passato tale da generare la sensazione arcana di aver ritrovato in solaio un cd inciso alla fine di quell’epoca, per ragioni insondabili mai distribuito al pubblico. Sensazione straniante, per lo scrivente anche piuttosto piacevole: forse chissà, a anche a causa di deliri malinconici da trascorso lockdown, il 2021 vede nascere un saggio di black metal melodico in pieno stile anni ’90 d’impronta pagana. “To Valdura” apre alla grande con una fuga epica, capace di unire al meglio le fughe chitarristiche e i mid-tempos del primo Falkenback e le tastiere sognanti dei connazionali Summoning. La narrazione epica è solo all’inizio: giù di chitarre ed epici “dungeon-sinth”, che disegnano muro di chitarre zanzarose, una caccia selvaggia scandite da mid tempos thrasheggianti, dilaganti anche nella successiva “The Majesty of Aztara”.

Nei frangenti di maggior epos interviene perfino un secondo giro di tastieroni in pompa magna, in ricordo di un altro gruppo forse obliato dai più ossia i Bal Sagoth, con una significativa differenza: i pomposissimi e ultra promozionati inglesi, capaci di travalicare spesso e volentieri i confini del buon gusto, non riuscirono mai a comporre un CD così bello!

Accade così che al suo primo full-lenght, una band ignota ma desiderosa di esprimersi (tanto che all’inizio dell’anno ha già esordito con un mini CD dello stesso tipo) riesca a produrre un lavoro relativamente breve ( poco meno di 40 minuti) ma intenso: “Chapter One: Across The Mountains of the Drämmarskol” è capace di rievocare reminiscenze di tempi andati con mezzi certamente già usati da band del passato, eppure mai abusati, qui riletti con gusto e intelligenza attraverso composizioni originali, lunghe e articolate, mai scontate.

Ciò che stupisce ancor di più è che “Chapter One”, nelle intenzioni di Erech è solo il primo di quattro capitoli, dove attraverso la magia di un passato ritrovato si intende narrare visionarie leggende gotiche partorite da una nuova terra di fantasia, la vagheggiata “To Valdura”.

Spettacolare poi l’ultima traccia, “The Forest Gate”, dove una voce femminile evocativa e ben calibrata, accompagnata da sublimi arrangiamenti flautistici, apre e chiude il meglio del repertorio di cui la band è capace.

L’unica perplessità è data dalla registrazione, low cost, che (in verità solo a tratti) ricorda alcuni vecchi GDR per PC e consolle e taluni prodotti delle sale giochi anni ’80. Se la cosa potrebbe far storcere il naso ai più trendy cultori del metallo d’oggigiorno, abituati a sonorità ultra pulite e talvolta plastificate, d’altro canto questo ritorno al primitivismo alimenta pure la fascinazione del passato, in memoria di un lavoro come il primo CD fantasy black dei Summoning (il secondo della discografia), “Minas Morgul“, la cui fiamma non si è mai estinta: un capolavoro di minimalismo sognante. Proprio perciò credo che in un panorama saturo come quello di oggi, dove il redivivo black metal sinfonico chiamato moderno, talvolta limitandosi a mitragliarci con un drumming esasperato e giri monocordi di riff nella convinzione di sentirsi “ambient” e “pagan” è diventato ormai consuetudine, questo lavoro composito, variegato e quasi commovente possa trovare lo spazio che merita.

Con “Chapter One: Across The Mountains of the Drämmarskol” gli Ancient Mastery non producono un lavoro innovativo, e certamente non intendevano farlo. L’obiettivo dello sconosciuto Erech, compositore nostalgico e sensibile, era quello di toccare le corde dell’anima con bellissimi intrecci melodici, di cui forse molti di noi avevano ancora bisogno. Per questo motivo il progetto merita tutta la mia simpatia e con essa il massimo dei voti: ed ora avanti tutta con i prossimi tre capitoli!

Etichetta: Pest production

Anno: 2021

Tracklist: 01.To Valdura 02.The Majesty of Aztara 03.The Passage 04.The Forest Gate

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