The Fall Of Every Season – Recensione: Amends

Dopo i consensi ottenuti con il debut album “From Below”, prosegue la parabola positiva dei norvegesi The Fall Of Every Season. Non troveremo in effetti grosse sorprese all’ascolto di “Amends”, ma la band dimostra comunque una naturale predisposizione ad elaborare in modo personale le influenze acquisite, regalandoci una interessante seconda opera debitrice sì ai maestri del doom metal britannico (ricalcati soprattutto nel periodo iniziale) ma altrettanto distinta e avventurosa. “Amends” è un album che si divide in quattro lunghe tracce (fa eccezione soltanto il delicato intermezzo acustico “A Portrayal”) le quali a loro volta mostrano facciate differenti nella prima e nella seconda parte dell’album. “Sole Passenger” e “The Mammoth”, sono infatti più secche ed incisive. Partendo da una base doom, la band non si arena comunque in un incedere pachidermico, ma anzi, lascia spesso lo spazio alle accelerazioni e all’utilizzo di un profondo growl. Le parti più introspettive sono invece affidate a sinuosi tasti di pianoforte e alla chitarra acustica. Qui la voce diventa pulita, si fa versatile e interpretativa. Quasi ad applicare un contrappasso, le conclusive “Aurelia” e “Come Waves” mostrano un corpo speculare e la leva è fatta su di un ricorso ben maggiore alle soluzioni più romantiche ed orecchiabili (termine da valutare sempre in relazione al genere di riferimento), con le tastiere e il cantato pulito in primo piano. Il mood dei brani riesce sempre ad essere sognante e sensuale, ma mai prevedibile, grazie ad un valore aggiunto dato da alcune velleità progressive in chiave Opeth, avvertibili in particolare nella sezione ritmica. Una nuova e convincente prova che consigliamo senza indugio agli estimatori delle sonorità del destino.

Voto recensore
7
Etichetta: Grau Records

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Sole Passenger

02.  The Mammoth

03.  A Portrayal

04.  Aurelia

05.  Come Waves


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/The-Fall-Of-Every-Season/117583444472

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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