Kaledon – Studio Report -The King’s Blacksmith

I Kaledon sono tornati con un nuovo album, la cui pubblicazione è fissata al 23 aprile.
“Altor – The King’s Blacksmith” è intriso della saga ispiratrice dei sei album precedenti “Legend Of The Forgotten Reign”, ma offre un punto di vista differente, quello di Altor appunto. Lavoro ancor più maturo del precedente, in cui la band cerca continuamente la sperimentazione.
Il disco inizia con “Innocence”, un intro di pochi secondi, nato per essere collegato al primo brano, che attacca in modo diretto. E’ stato composto affinchè la storia iniziasse in modo più sinfonico, per presentare “Childhood”, brano che potrebbe richiamare alla memoria gli Edguy, poiché prettamente power, con un intro ‘pomposo’, ritornello aperto. Un brano che si avvicina parecchio ai vecchi Kaledon, nonostante poi si discosti presentando sonorità più basse.
Segue  “Betwen The Hammer And The Anvil”, diverso dal classico stile della band, le cui prime note riportano le caratteristiche del thrash, mentre presenta un ritornello abbastanza lungo. Il gruppo ha così deciso di dividerlo in due parti, per poi eseguirlo interamente alla fine del pezzo. Come d’abitudine vi sono i doppi assoli chitarra-tastiere, con scambi molto tecnici per quanto riguarda le ultime. Arriviamo a “My Personal hero” unico brano non creato da Alex Mele (principale compositore), il cui corpo è di Tommy Nemesio (chitarrista) e il testo di Marco Palazzi (voce). Strutturato in maniera diversa, con un riff iniziale, ispirato a “I Want It All” dei Queen per l’intro vocale. E’ stato usato un numero minore di accordi aperti a favore di un’atmosfera più cupa, che si rifletterà anche in Kephren, altro brano nato dai due musicisti sopracitati.
“Lilibeth” è la ballad del disco, semplicemente sognata dal Mele. Le sonorità si discostano dal power e dalle classiche ballad del genere, a favore di una voce meno pulita e di una musica che potrebbe riportare la mente indietro agli anni ’80. La posizione del brano le permette si spiccare nel corso della storia, uno stacco decisivo che favorisce poi l’ascolto del brano seguente, “A New Beginning”. Pezzo importante per la band, poiché creato nella speranza di una collaborazione con Brian May, chitarrista dei Queen, progetto però sfumato. Oltre a ciò, necessità a livello di storia hanno portato il gruppo a conservare il brano, adattandolo comunque alle sonorità proprie. E arriva “Kephren”, canzone composta a sei mani da Mele, Nemesio e Palazzi. Si nota che il riff portante non è opera del tipico compositore della band, il quale va a creare, come detto prima, sonorità più forti, date dal background diverso di Tommy.
Ed ecco “Screams In The Wind” il brano più forte del disco, dovuto anche alla storia che racconta, con intramezzi unici rispetto al resto della tracklist. L’intro delle tastiere va a riprendere temi del quarto disco, nel momento dell’invasione. Probabilmente il pezzo più estremo dell’album di “Altor”, che prepara il terreno per la chiusura di questo nuovo capitolo della saga, “A Dark Prison”. Qui troviamo Fabio Lione dei Rhapsody Of Fire, il quale ha accettato in amicizia di far parte del nuovo lavoro dei Kaledon. Anche questo pezzo si discosta dal classico stile della band che tuttavia viene confermato dal lavoro delle tastiere, elemento fondamentale per il sound del gruppo. Esiste anche una registrazione di questo brano con Marco Palazzi alla voce, che verrà inserito nell’edizione giapponese del disco. Sicuramente questo sarà materiale per un video, in cui i due cantanti si alterneranno nell’esecuzione del testo.

Voto recensore
8
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Innocence
02. Childhood
03. Between The Hammer And The Anvil
04. My Personal Hero
05. Lilibeth
06. A New Beginning
07. Kephren
08. Screams In The Wind
09. A Dark Prison


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/KALEDON/87624904170

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