Kaledon – Recensione: Altor: The King’s Blacksmith

I Kaledon battono il ferro finchè è caldo, come ci suggerisce la suggestiva immagine di copertina. Dopo il tour europeo di supporto ai Rhapsody Of Fire dello scorso anno, che ne aveva certificato la definitiva maturazione, la band romana ha pensato bene di tornare subito sul mercato con un nuovo album. Gli epic symphonic metallers nostrani hanno ormai compiuto il sospirato salto di qualità e, con sei dischi alle spalle, si confermano una delle realtà maggiormente in salute del panorama power tricolore e non. “Altor: The King’s Blacksmith” è il settimo lavoro sulla lunga distanza di Alex Mele & C., sempre ispirato ai personaggi della “Legend Of The Forgotten Reign Saga”, iniziata nel lontano 2002.

Rispetto al passato, i nostri hanno reso il proprio sound più diretto, puntando sempre su melodie eroiche ed arrangiamenti orchestrali, sorrette da cori avvicnenti, sulla scia dei Rhapsody di “Legendary Tales”. L’opener “Childhood” risulta subito accattivante per un guitar riff serrato e tastiere che riempiono le frequenze con tappeti di organi e violini, con alcuni cenni ad Edguy e Nocturnal Rites. Marco Palazzi si dimostra sempre a proprio agio nei passaggi più tirati e metallici, denotando l’ennesimo miglioramento nell’interpretazione (oltre che nella pronuncia inglese). Dal suo arrivo dietro al microfono i Kaledon hanno trovato la propria dimensione, come si evince dalla trasciante “My Personal Hero”, una hit che dal vivo, ne siamo convinti, farà sfracelli. “Altor” è un disco compatto ed omogeneo, incisivo e frizzante per la sua immediatezza, ma privato di alcuni passaggi settantiani adottati negli ultimi due capitoli, in favore di synth  tipici per gli assoli del genere. Con “A Dark Prison” cala il sipario su questa nuova fatica dei Kaledon, un brano cantato da un Fabio Lione sempre ispirato, più vicino alle melodie intricate dei mitici Athena, rispetto al groove dei Rhapsody.

“Altor” ci regala otto song composte ed arrangiate con professionalità e passione, l’ideale colonna sonora per questo nuovo capitolo del concept epico tanto caro alla band. I Kaledon hanno fatto ancora una volta le cose per bene, pur sperimentando di meno rispetto agli ultimi due dischi, ma probabilmente, la scelta di ridurre i rischi in favore di canzoni più standardizzate, permetterà ai nostri di allargare ulteriormente il proprio bacino d’utenza dei fan in giro per il mondo.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet Records / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. Innocence (intro)

02. Childhood

03. Between The Hammer And The Anvil

04. My Personal Hero

05. Lilibeth

06. A New Beginning

07. Kephren

08. Screams In The Wind

09. A Dark Prison


Sito Web: www.kaledon.com

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