Agent Steel – Recensione: No Other Godz Before Me

Il nome Agent Steel rievoca senza dubbio parecchi bei ricordi agli amanti del metal americano. La band ha infatti rappresentato un punto di riferimento importante per la scena, sia nella sua prima incarnazione, quella con alle vocals John Cyriis, che nella successiva versione portata avanti da Juan Garcia e Bernie Versailles. Proprio per evitare controversie sull’utilizzo del prestigioso nome questi ultimi hanno di fatto deciso di continuare come Masters Of Metal, mentre il buon Cyriis ha finito per riappropriarsi del monicker originale e nell’anno di grazia 2021 possiamo così ascoltare un album targato Agent Steel con i suoi caratteristici vocalizzi, a ben 34 anni dal seminale “Unstoppable Force”.

Quale potessero essere le aspettative, visto che il nostro si è attorniato di una band completamente nuova (diciamo da dei session player), mi pare difficile da valutare. Di certo il risultato non è di quelli che fa gridare al miracolo. In primo luogo perché ad apparire fuori contesto nella contemporaneità sono proprio le vocals altissime e quasi stridule di Cyriis, il quale sembra disperatamente alla ricerca di quella belluina aggressività che si ascoltava volentieri in certi grezzi album dello speed metal dei primordi, ma che oggi appare un po’ troppo approssimativa. Anche se certi passaggi rimangono azzeccati e lo stile riconoscibile, nel complesso la prestazione dietro al microfono di Cyriis non regge il confronto con l’illustre passato e, soprattutto, non mostra alcuna evoluzione interpretativa apprezzabile nonostante i tanti anni passati.

Discorso simile si può fare per le composizioni. Non disastrose in senso assoluto, ma pur sempre abbastanza scontate e prive sia dell’impatto impressionante di “Skeptic Apocalypse”, che delle costruzioni articolate e originali di “Unstoppable Force”. “No Other Godz Before Me” ci offre nove brani, più introduzione e uscita, di canonico heavy-speed metal, sostenuto da una competente e compatta base ritmica e da un riffing si roccioso, ma ben poco fantasioso. Nulla di male, sia chiaro, ma quando si legge un nome come quello degli Agent Steel sulla copertina, credo sia lecito attendersi un album di valore assoluto, che qui invece non abbiamo ascoltato. Andrà comunque bene per i più nostalgici e magari nelle esibizioni live la band riuscirà a convincere, ma al momento il giudizio di opportunità rimane sospeso. Il classico sei meno meno.

Etichetta: Dissonance Productions

Anno: 2021

Tracklist: 01. Passage to Afron-V 02. Crypts of Galactic Damnation 03. No Other Godz 04. Trespassers 05. The Devil’s Greatest Trick 06. Sonata Cosmica 07. Veterans of Disaster 08. Carousel of Vagrant Souls 09. The Incident 10. Outer Space Connection 11. Entrance to Afron-V
Sito Web: https://agentsteel.net

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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