Heavenwood – Recensione: Abyss Masterpiece

Correva l’anno 1996 quando “Diva”, l’album di esordio dei portoghesi Heavenwood, uscì sul mercato discografico. Il disco, tutt’oggi considerato come l’espressione migliore della creatività dell’ensemble, all’epoca riscosse numerosi consensi, forte di quell’ibrido tra doom, gothic e progressive che segnava una nuova concezione del metal più oscuro ed elegante. Se le band rappresentative sono riuscite nel corso del tempo ad evolversi e a trovare nuovi sentieri artistici (Opeth, Anathema, My Dying Bride…), i nostri si sono invece adagiati su di uno stile che tutto il meglio pare averlo già dato. Se il 1996 era l’anno giusto, riproporre un semplice continuatore di “Diva” quindici anni dopo (anzi, “Abyss Masterpiece” addirittura lo semplifica) è quanto meno anacronistico.

Ed ecco che il quarto studio album degli iberici si rivela molto ben confezionato da un punto di vista tecnico/esecutivo, ma altrettanto prevedibile nella struttura e ripetitivo. Ogni brano appare ben congegnato e piacevole se preso singolarmente, ma in una visione d’insieme notiamo come i pezzi siano pressoché identici l’uno all’altro, costruiti con le medesime soluzioni. Alla lunga, complice anche un ascolto che supera i sessanta minuti, ci si annoia, al di là dell’impeccabile resa formale. Peccato, sarà per la prossima.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

01. The Arcadia Order
02. Morning Glory Clouds (In Manus Tuas Domine)
03. Goddess Presiding Over Solitude
04. Once a Burden
05. Winter Slave
06. Leonor
07. A Poem for Matilde
08. Fading Sun
09. September Blood
10. Sudden Scars
11. Like Yesterday
12. Her Lament


Sito Web: www.myspace.com/heavenwood

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