Abdullah – Recensione: Abdullah

Gli Abdullah sono una band black metal Iraniana che giunge al debutto con un disco di una violenza ‘marcilenta’ e… ehm, no, scusate, riprendiamo tutto dall’inizio… tre, due, uno…. Ci sono band di confine, come gli Abdullah, che pescano da coordinate apparentemente lontane fra di loro per approdare a modelli musicali quantomeno personali. Ovviamente i Sabbath, i Sisters Of Mercy, gli onnipresenti St Vitus, trasudano da queste canzoni, ma come non poter tirare fuori alcune inflessioni squisitamente a la Neil Young metabolizzate alla luce dei Pearl Jam ad esempio o la liquida psichedelia visionaria di un Tim Buckley che affiora in ‘Lucifer In Stralight’. La malinconia del doom, che fa invidia ai prossimi Cathedral, è, in questi settanta minuti scarsi, un effetto balsamico, che non sta troppo a rincorrere i classici streotipi ma si bagna anche di Radiohead nel saluto conclusivo di ‘Lotus Eaters’, spingendo le coordinate di un genere monolitico molto più avanti di dove finora nessuno aveva avuto il coraggio di andare. Abbiamo paura, dopo aver sentito questo disco e ‘Jupiter’ dei Cave In, di venire assaliti da qualcosa di assolutamente stordente nel prossimo futuro. Se le direzioni sono queste, il metallo avrà nuova linfa dalla quale attingere, finalmente.

Voto recensore
9
Etichetta: Meteor City / Sound Machine

Anno: 2001

Tracklist:

Tracklist: The Path To Enlightement / Conundrum / Earth’s Answer / Vision At The Daughters Of Time / Now Is The Winter / Lucifer In Stralight / The Black Ones / Awakening The Colossus / Proverbs Of Hell / Journey To The Orange Island / Lotus Eaters


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