Aara – Recensione: Triade I Eos

Fautori di un melodic black metal moderno, ben registrato e altrettanto ben suonato, gli svizzeri Aara danno alle stampe un concept album: “Triade I Eos” si presenta come il primo capitolo di una trilogia incentrata sul romanzo gotico “Melmoth l’Errante” pubblicato nel 1820 da C. R. Maturin, prozio di Oscar Wilde.

In seguito a una discreta gavetta non priva di attestati di stima, il terzo lavoro degli Svizzeri si presenta come un prodotto maturo: il sound della band ha sviluppato un valido approccio melodico su cui alimentare quella vena narrativa e letteraria a tinte noir, tipica di una tradizione inaugurata da Iron Maiden e Mercyful Fate, e che impiantata sul black pare trovare il giusto vigore. Gli Aara non sono certamente una band tradizionale, anzi per mezzo di una base sonora formalmente black cercano di rinnovare il repertorio. Fondamentalmente, alle spalle di un muro sonoro ben orchestrato, dove intensità e fantasia sono il prodotto di una giusta miscela di elementi tradizionali brillantemente arrangiati (blast-beats e frequenti rullii, chitarre veloci e mid tempos, screams, intermezzi epici e cambi armonici repentini accordati su note molto alte) la costruzione delle tracce poggia su un’intelaiatura che molto deve alla musica classica. Il risultato è un pacchetto di tracce dalla forte impronta melodica e narrativa a cui formalmente non manca nulla.

La componente sinfonica, presente nel sangue della band e palesata soprattutto da rari ma significativi cori d’accompagnamento, è sapientemente smorzata da chitarre e batteria. “Triade I Eos” risulta un buon cd, ben confezionato e che si sforza di essere variegato, talvolta riuscendo nel proprio intento: ciò accade soprattutto quando la band smorza le sfuriate pseudo-black per dedicarsi agli intermezzi melodici e orchestrali. La proposta degli Aara che può incuriosire molti ascoltatori, soprattutto quelli a metà strada tra gothic e metal melodico: al di là di una certa ripetitività che solo un lampo di genio potrà dissipare. la via intrapresa parrebbe quella giusta. In ogni caso, le tracce più significative sono la opener track “Fathum”, la n. 2 “Tantalusqual” e soprattutto la n. 5 “Das Wunder”: pezzi peraltro molto lunghi, che sanno condensare in sé i pregi di questo nuovo lavoro.

Etichetta: Debemur Morti Productions

Anno: 2021

Tracklist: 01. Fathum 02. Tantalusqual 03. Naufragus 04. Nimmermehr 05. Das Wunder 06. Effugium

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