Tartharia – Recensione: A Secret Device

I Tartharia dovrebbero essere la nuova rivelazione della musica estrema. Il loro death/black melodico, debitore in parte del suono dei Children of Bodom prima maniera e figlio (illegittimo?) dei mixer dei Finnvox Studios, però è tutto fuorché una rivelazione. Se dovessimo riassumere le sensazioni suscitate dall’ascolto ripetuto di questo album sarebbe sufficiente utilizzare i seguenti aggettivi: monotono, inoffensivo e in sostanza… brutto. I punti di riferimento di questo ‘A secret device’ sono più che chiari, ma il risultato raggiunto è davvero da dimenticare. La potenza dei bambini di Bodom resta solo un pallido miraggio per questa band mezza finlandese e mezza russa, anche se poi è proprio con questi tentativi di imitazione che riescono a dare il loro “meglio”. Perché quando cercano di aggiungere un pizzico di varietà alla loro proposta musicale spostandosi su versanti più classici della musica estrema, vedi il caso di ‘Vanguard’, allora le cose riescono a peggiorare ulteriormente. Nessuna bocciatura definitiva visto che si tratta di un debutto, tra l’altro di brevissima durata, ma i Tartharia vengono rimandati con insufficienza grave.

Voto recensore
4
Etichetta: Crash Music Inc. / Frontiers

Anno: 2003

Tracklist: 1. Erotic Mutations
2. Secret Device
3. Destructive Power Of Life
4. Vanguard
5. Extremenation
6. Unfreedom

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