Aura – Recensione: A Different View From The Same Side

Abbiamo cercato di spiegare più di una volta quanto sia difficoltoso dover parlare in termini non entusiastici di una band italiana a causa di quella incontrollabile vena patriottica che risiede latente anche nel critico più intransigente…però quando ci si trova a dover relazionare su un prodotto come questo esordio degli Aura a titolo “A Different View From The Same Side” (che esce stranamente per una My Kingdom Music che normalmente rivolge la propria attenzione verso altri generi) è difficile trovare parole non usate già altrove: se infatti il prodotto risulta ben confezionato e prodotto lo stesso non si può certamente dire della proposta musicale che affonda a pieno in quel metal prog di matrice europea in voga soprattutto nella decade scorsa (ricordate gli Ivanhoe degli esordi?) e che si rifaceva ai noti prime mover americani Dream Theater e Fates Warning senza aggiungere un milligrammo di originalità ed inventiva

Dopo la lunga traccia d’apertura, “At Opened Eyes”, che contiene buoni passaggi inframezzati ad altri quasi dissonanti la band si rialza qualitativamente con una “A New Life” un po’ più dinamica anche se i momenti che dovrebbero suscitare un certo scalpore non riescono a “smuovere” più di tanto; non male la prova del cantante/batterista Giovanni Trotta anche se nell’insieme i musicisti si limitano a svolgere un compito che si rivela quasi prevedibile…risultato che sicuramente non giova alla riuscita di un CD sinceramente trascurabile.

Voto recensore
5
Etichetta: My Kingdom Music / Masterpiece

Anno: 2008

Tracklist:

01. At Opened Eyes

02. A New Life

03. The Lord Of Time

04. I Will Be There For You

05. A Different View From The Same Side

a) Promenade

b) Rose Garden

06. Pray

07. Feelings


Sito Web: http://www.myspace.com/auraonline

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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