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Deathstars – Recensione: The Perfect Cult

Sono passati ben cinque anni dall’ultima uscita discografica dei Deathstars, non contando il greatest hits del 2011 (la recensione), ma l’attesa è stata ben ripagata. Troviamo la formazione svedese più in forma che mai, anche se ha subito la defezione del chitarrista Cat Casino che l’anno scorso ha deciso di lasciare la band per dedicarsi ad altri progetti. Questo “The Perfect Cult” ci riconsegna un gruppo deciso e consapevole dei propri mezzi che ormai da tempo è riuscito a trovare la propria identità personale e ha forgiato un trade mark originale e inconfondibile fin dal primo ascolto.

“All The Devil’s Toys, il primo singolo e (video) uscito qualche settimana fa ci mostra il lato più ruffiano del gruppo, un pezzo accattivante e dal chorus a dir poco irresistibile, ma i Deathstars non sono solo questo, per la lavorazione del disco si sono presi tutto il tempo necessario e hanno dedicato una cura quasi maniacale ai dettagli sia durante le registrazioni che nella produzione, usufruendo di diversi studi di registrazione e affidandosi per il mixaggio al leggendario Stefan Glauman (Rammstein, Within Temptation) che ha reso questo platter molto omogeneo e potente allo stesso tempo. Non ci sono filler tra queste dieci composizioni e l’album va ascoltato tutto d’un fiato ed è anche difficile menzionare un brano piuttosto che un altro, sicuramente la seconda parte del disco ha un retrogusto più dark, più sofferto e la titletrack ne racchiude in pieno l’essenza, mentre “Asphalt Wings” rappresenta un punto di contatto con il precedente “Night Electric Night” (la recensione) ricordandone maggiormente le sonorità. Un album questo “The Perfect Cult” in grado di far felici sia gli estimatori di lunga data della band, ma anche chi si è avvicinato solo di recente alla formazione di Stoccolma. Consigliato.

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