Suicide Silence – Recensione: You Can’t Stop Me

Nel 2012, dopo la morte del singer Mitch Lucker, il futuro dei Suicide Silence sembrava segnato, ma non è stato così: Chris Garza & Co. decidono comunque di andare avanti, raggiungendo il traguardo del quarto album “You Can’t Stop Me” con un nuovo singer, ovvero l’ex All Shall Perish Eddie Hermida.

Sebbene il combo statunitense non sia amato dai puristi del Metal, bistrattato per mancanza di creatività, reiterazione di breakdown, vocals innaturali che spaziano dal profondo growling fino allo screaming più forsennato, i nostri hanno guadagnato nella scena Deathcore, della quale sono stati dei pionieri, un posto di tutto rispetto, accaparrandosi una cospicua fetta di fans.

Il genere proposto può piacere o non piacere, ma il punto fermo rimane il fatto che il songwriting è sempre corposo e violento, benché non propriamente variegato e dinamico, dotato del giusto groove e, con l’uscita di questa nuova fatica, velatamente diverso rispetto al passato. Un esempio su tutti è rappresentato da “Sacred Words” dove fa capolino un’apertura melodica davvero azzeccata, che dimostra quanto i Suicide Silence siano in grado di proporre qualcosa di diverso rispetto alle solite soluzioni, quando hanno voglia di farlo.

Merito di questo debole tentativo di sperimentazione è da attribuire al nuovo cantante Eddie Hermida, sicuramente più dotato vocalmente rispetto al compianto Mitch, per quanto questi avesse dalla sua la capacità di essere un’icona del genere, oltre che un indiscusso trascinatore.

L’album si apre con una intro strumentale dal titolo “M.A.L.”, iniziali del già citato Mitch Adam Lucker, a cui fa seguito “Inherit The Crown”, brano che dimostra subito quanto la band sia in ottima forma, dal punto di vista concettuale essa rappresenta un vero e proprio passaggio di consegne, una corona ereditata dal nuovo membro della band. La successiva “Cease To Exist” (guarda qui il video) ricorda fin troppo il singolo “You Only Live Once” tratto dal precedente “The Black Crown”, soprattutto nel breakdown che richiama alla mente l’incipit della traccia citata. Grazie alla struttura leggermente diversa rispetto al resto dei brani, “Sacred Words” rappresenta uno degli episodi meglio riusciti, sebbene l’apertura melodica sia appena accennata; tra le altre occorre citare “Warrior”, vero e proprio ordigno bellico in procinto di esplodere, la titletrack “You Can’t Stop Me” (guarda qui il video), track nella quale il palm muting di Chris Garza e Mark Heylmun raggiunge vette di potenza inaudita, così come i breakdown contenuti in essa sono tra i più violenti dell’intero lotto.

“You Can’t Stop Me” è certamente il degno successore dell’ottimo “The Black Crown”, anche se non contiene tracce in grado di raggiungere 37 milioni di visualizzazioni su Youtube, come la già citata “You Only Live Once”, rappresenta per i Suicide Silence un punto importante dal quale ripartire per dar vita ad un nuovo corso.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2014

Tracklist:

01. M.A.L.
02. Inherit The Crown
03. Cease To Exist
04. Sacred Words
05. Control (feat. George “Corpsegrinder” Fisher)
06. Warrior
07. You Can’t Stop Me
08. Monster Within (feat. Greg Puciato)
09. We Have All Had Enough
10. Ending Is The Beginning
11. Don’t Die
12. Ouroboros

Bonus Tracks:

13. Blue Haze
14. Last Breath (HATEBREED cover)


Sito Web: http://www.suicidesilence.net/

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