Slash – Recensione: World On Fire

Parlare della nuova prova solista di Slash non è cosa semplice. “World On Fire” segna il ritorno del riccioluto chitarrista ai livelli qualitativi dei primi Slash’s Snakepit, con soluzioni compositive e un sound differenti. “World On Fire” è sicuramente il migliore album della carriera solista di Mr. Hudson, dopo la già buona prova con “Apocalyptic Love”. La squadra è la stessa, con il songwriting a quattro mani con il fidato Myles Kennedy ed i due Conspirators a sostenere la sezione ritmica (e cori per Todd Kerns) creando un quartetto incredibilmente affiatato e sinergico.

Non possiamo certo dire che la band si sia risparmiata: 17 brani per un totale di quasi 1 ora e 20 di hard rock alla massima potenza. E’ sinceramente impossibile percorrere l’intera tracklist. I brani si susseguono senza sosta, segnati e avvalorati da uno stile ormai riconoscibile, che non scade mai nella “canzonetta” radiofonica (chi ha detto Velvet Revolver?), senza scivolare in sperimentazioni poco affini a Slash (il primo album solista) e mantenendo un livello qualitativo sbalorditivo durante l’intera scaletta dell’album.

World On Fire” è un album che trasuda divertimento, sesso, rock’n’roll, anarchia, melodia, mostrando il lato più “nasty” della musica senza vergognarsene, bilanciato da brani più maturi ed elaborati. Siamo probabilmente di fronte all’album hard rock dell’anno e non vediamo all’orizzonte altri pretendenti al trono. Qui non c’è sperimentazione, nessuna trovata geniale, niente di nuovo: solo ottime canzoni hard rock, semplici ed efficaci ma ben scritte, grandi riff, ritornelli azzeccati, un album diretto e cazzuto. Se proprio dovessimo citare qualche brano più rappresentativo delle varie sfaccettature dell’album i nomi sarebbero sicuramente la titletrack (sesso, droga e rock’n’roll… cos’altro serve?), “Too Far Gone” (il lato più metal), “Bent To Fly” (la ballad, immancabile), “Battleground” (Myles Kennedy al suo meglio) e “Safari Inn” (una buona traccia strumentale non deve essere per forza tecnica, la passione prima di tutto).

Da avere a tutti i costi. Grasso che cola.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Dik Hayd / Warner

Anno: 2014

Tracklist:

01. World on Fire
02. Shadow Life
03. Automatic Overdrive
04. Wicked Stone
05. 30 Years to Life
06. Bent to Fly
07. Stone Blind
08. Too Far Gone
09. Beneath the Savage Sun
10. Withered Delilah
11. Battleground
12. Dirty Girl
13. Iris of the Storm
14. Avalon
15. The Dissident
16. Safari Inn
17. The Unholy


Sito Web: http://slashonline.com

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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  1. Giovanni Messere

    La classe ed il cuore di Slash sono sempre grandi.

    Reply

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