J.C.Cinel – Recensione: Where The River Ends

Il cantante e chitarrista piacentino J.C. Cinel è protagonista di una carriera che lo vede, fin dagli anni ‘80, percorrere molte strade in ambito rock, sia con varie band (una delle più significative gli hard progsters Wicked Minds) sia come solista. La sua grande esperienza lo ha portato a suonare un po’ ovunque in giro per l’Europa, e negli USA, dove ha anche vissuto. Da molti anni, la sua linea musicale principale era orientata su un southern – hard blues ricco delle armonie vocali della west coast, con cui ha prodotto diversi dischi e suonato dal vivo un po’ ovunque.

Esce ora, per Andromeda Relix, il nuovo lavoro, intitolato “Where The River End”, e vede il cantante alle prese anche con chitarre e armonica, coadiuvato dalla sua band, ovvero Davide Dabusti e Andrea Toninelli alle chitarre, Daniele Tosca al basso (ma “City Lights” è suonata da Gianni Grecchi), Marco Lazzarini (Secret Sphere, Lucky Bastardz), Marcello Baio e Roberto Tassone alla batteria, e ospite alle parti di tastiere, ritroviamo Paolo “Apollo” Negri dei G.O.L.E.M. già con Cinel nei Wicked Minds. L’album è stato registrato negli Elfo Studio di Tavernago da Alberto Callegari e ottimamente prodotto dallo stesso Cinel.

Rispetto al precedente, sempre per la medesima etichetta, “The Light Of A New Sound” del 2011, che al tempo avevamo recensito, i cambiamenti si fanno sentire. In questa nuova uscita Cinel ha deciso di uscire da quella che era la sua linea musicale che da tanti anni portava avanti con grande qualità, e ottimi riconoscimenti, per fare un disco che percorre altre strade, segnale di un’evidente voglia di rimettersi in gioco, affrontando varie influenze e stili musicali con brani di una certa complessità strutturale, mettendo quindi molta carne al fuoco. Intendiamoci, è un disco solidamente rock, dove la storia musicale del vocalist è ampiamente rappresentata, dove l’ossatura dei brani è decisamente riconducibile all’hard rock, al southern e anche con qualche spunto prog, ma è la fusione fra tutto ciò e il desiderio di fare qualcosa di altro rispetto al passato più recente a colpire chi ascolta.

Il tradizionale southern si può ritrovare nell’opener “City Lights”, su “Which Side Are You”, “ Thank God I Was Alone” e nell’inizio a slide guitar e armonica di “Asylum 22”, che però poi si sviluppa in sequenze di accordi e linee vocali che esulano dal genere, ed è proprio qui lo spirito del disco: ogni brano è in permanente evoluzione, a tratti spiazzante, inizia in un modo e si sviluppa in direzioni inaspettate. Esempio di libertà stilistica e ricerca musicale è “Burning Flame”, con l’intro pregno di sonorità e scale della musica orientale, e il proseguo articolato, che spazia fra hard rock e colori di varie tonalità. Se il tirato boogie elettrico di “Feel Like Prisoners” è più nel solco della tradizione, l’intro acustico folk di “Mindmaze/Red-Handed” si evolve in un brano dilatato e d’atmosfera. L’hard rock di “Oblivion” è caratterizzato da un bellissimo scambio di assoli fra l’Hammond di Negri e le chitarre, “How Far We Shine” passa per atmosfere non distanti da certo prog, a cui arriva anche “Strangers”, non prima di averle intrecciate di splendide armonie vocali, con atmosfere che possono ricordare band quali Wishbone Ash o Golden Earring. La finale title track, brano lungo e articolato che fa compendio di tutto quanto detto finora, chiude un disco spesso di impatto non immediato, che per essere gustato appieno in tutte le sue caleidoscopiche sfumature, ha bisogno di ascolti ripetuti e attenti. L’esigenza di Cinel di non sedersi sugli allori e mettersi in discussione per assecondare le sue esigenze artistiche è certamente da ammirare, a maggior ragione con un risultato finale notevole qual è questo “Where The River End”. Da sottolineare le prestazioni vocali e strumentali, di primissimo piano e il sound generale, veramente ben riuscito. Un nuovo capitolo per un artista italiano di grande valore che per molti aspetti è anche un nuovo, coraggioso inizio.

Etichetta: Andromeda Relix

Anno: 2024

Tracklist: 01. City Lights 02. Oblivion 03. Feel Like Prisoners 04. Mindmaze/Red-Handed 05. Asylum 22 06. Burning Flame 07. How Far We Shine 08. Karakal (Lost In Shangri La) n09. Strangers 10. Thank God I Was Alone 11. Which Side Are You 12. Where The River Ends
Sito Web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100053175277750

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