Metallus.it

Mortal Scepter – Recensione: Where Light Suffocates

Una sorpresa inaspettata per gli amanti di heavy metal di vecchia scuola viene dalla Francia. I Mortal Scepter si sono formati nel 2012 e fin’adesso hanno pubblicato solo un demo ed un EP. Dopo aver firmato con Xtreem Records alla fine dell’anno scorso, stanno per pubblicare il loro album di debutto intitolato “Where Light Suffocates”. Cosa ci aspettiamo da questo disco? Per primo, guardando la copertina di vecchio stampo possiamo indovinare il contenuto. Infatti, si tratta di selvaggio,primitivo thrash/death metal con l’influenza molto evidente di gruppi storici del palcoscenico Europeo, come i mitici Kreator. Il primo ascolto dell’album ci porta in mente un capolavoro della band tedesca, “Pleasure To Kill”. I riffs dei Mortal Scepter sono ugualmente dirty/speedy, creando la stessa atmosfera sanguinolenta, ma forse con una maturità alle composizioni e una professionalità dei musicisti maggiore rispetto ai lavori thrash metal storici di venticinque anni fa.

Questi ragazzi sanno davvero suonare i loro strumenti ed è sorprendente il fatto che una band formata nel ventunesimo secolo riesce a mantenere lo stile oldschool in maniera molto efficace. Il cantante ci porta indietro nel tempo, forse all’epoca dei Sabbat, thrashers britannici e al loro album più famoso, “Dreamweaver”. Il title track e il brano “Murder The Dawn” sono i due singoli già disponibili per il pubblico. “A Ray Of Despair”, un breve instrumental intro, ci porta al piatto principale con picchi di qualità e intensità come “Perish With The Flesh” e “Shallow Your Tongue”. Prima di riuscire a riprendere il fiato, arriva l’ultimo pezzo del disco e quello più lungo di durata, “…the Scepter Reigns” ci lascia in sospeso fino al prossimo lavoro di studio dei francesi, che già con “Where Light Suffocates” dimostrano di avere tutte le carte in regola per maturare e arrivare al successo internazionale. Consigliato.

Exit mobile version